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Guarda la video-intervista esclusiva a El Chapo

Sean Penn ha mandato le domande al boss dopo il loro incontro, e il boss ha risposto in questo video

Venerdì 8 gennaio, circa sei mesi dopo la fuga da una delle prigioni più controllate del Messico, il boss del cartello di Sinaloa Joaquín Guzmán Loera, a.k.a. El Chapo, è stato catturato e rimesso in custodia. Qualche mese prima, Sean Penn ha incontrato in segreto El Chapo in una foresta messicana. Era il fuggitivo internazionale più ricercato in America. Durante l’incontro con Penn, il narcotrafficante ha acconsentito a un’intervista, che non è stato possibile fare di persona, ma Penn ha mandato le domande via BlackBerry e Chapo ha risposto nel video che potete vedere qui sopra. Penn non ha potuto controllare le domande o approfondire le risposte.

Nell’intervista, registrata a ottobre quando era ancora latitante, il boss racconta la sua infanzia in una famiglia molto povera, e i suoi inizi nello spaccio a 15 anni – «Non c’erano opportunità di lavoro. L’unico modo per avere soldi per comprare cibo, per sopravvivere, era coltivare oppio, marijuana, e così ho iniziato a coltivarla e venderla.»
El Chapo spiega che secondo lui la droga è distruttiva, «ma sfortunatamente, quando crescevo non c’era altro modo e non c’è ancora adesso altro modo per sopravvivere, non ci sono altri lavori nella nostra economia per guadagnare qualcosa.» Ma nega di essere la ragione per cui molti sono diventati tossicodipendenti, «nel giorno in cui non ci sarò più, non diminuiranno.»
Sostiene che la dimensione della sua attività non è né aumentata né diminuita mentre era in prigione, e nega di essere una persona violenta, ma solo di difendere se stesso.
Non considera la sua organizzazione un “cartello” e vede che i tempi sono cambiati, «Oggi ci sono tantissime droghe, mentre ai tempi c’era solo marijuana e oppio.» «Le città diventano sempre più grandi, siamo sempre di più, ci sono molti modi di pensare diversi,» e il fatto che ci siano sempre più persone è il motivo per cui questo business è destinato a continuare. La sua attività non ha un sostanziale impatto sul Paese: «Il narcotraffico non dipende da una persona sola, ma da tante persone.»
Alla domanda su chi sia più colpevole per lo sviluppo del mercato delle droghe, se i consumatori o gli spacciatori, El Chapo taglia corto dicendo che senza consumo non ci sarebbero vendite, e che la gente «vuole sapere come fa sentire e che sapore ha.» Dice anche di non aver consumato droghe negli ultimi 20 anni, e di averle solo provate.
Riguardo alla sua vita privata, spiega di essere felice di come vanno le cose, di avere un’ottima relazione con la madre e che i figli vanno d’accordo tra loro. Spiega di essere felice di essere libero, ma di essere preoccupato per la sicurezza della sua famiglia ora che è latitante. Spiega di non aver voluto usare violenza per le sue due evasioni (una nel 2001 e una nel 2015) e infine si definisce «una persone che non cerca problemi, in nessun modo.»

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