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Cosa sta succedendo per le strade di New York, il reportage di Gianluca Vassallo

Dopo l'elezione di Donald Trump in molte città americane sono iniziate le rivolte e a New York "si sono attivati gli anticorpi della città". Ce lo raccontano le foto Vassallo

Trump, proteste, NYC, New York, Gianluca Vassallo, foto, gallery,

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Abbiamo chiesto Gianluca Vassallo, fotografo e artista, a New York in questi giorni, che aria si respira da quelle parti:

La mattina del 9 Novembre c’era un silenzio surreale. Dentro gli Starbucks, in metropolitana, sulle Avenue trionfali e dentro i vicoli di Chinatown tutto era muto. Ad alcune ore di distanza questo silenzio si è fatto rumore, grazie alla spinta dei manifestanti e adesso, negli stessi luoghi, non si parla d’altro. Di cosa fare, di come organizzarsi, come trasformare la protesta in atti concreti di resistenza.
Il Sindaco De Blasio, dalla sua, ha detto che lui non collaborerà alle espulsioni, e lo stesso ha fatto il governatore dello stato di New York. Ma la grande verità è che nei ristorante con le cucine a vista, dove prima Messicani lavoravano a viso aperto, sorridendo, se si può sorridere a 50 gradi, oggi stanno a testa bassa, guardano raramente in sala. Come se sentissero che li fuori, fuori dai fumi delle cucine, ci fosse qualcosa che noi bianchi, per quanto progressisti, non possiamo capire.

Alle manifestazioni partecipano attivamente persone di ogni età, etnia, classe sociale, ma di certo c’è una spiccata componente giovanile e femminile. Allo stato attuale le manifestazioni sembrano spontanee. So per certo, però, che gruppi di artisti si stanno formando per capire come fare “resistenza” attraverso il loro lavoro, che molti fotografi e videomaker si sono messi a disposizione del movimento, che le comunità islamiche spingono a partecipare. E che la protesta, qui e ora, è percepita come necessaria anche dalle fasce sociali più agiate. Quello che sta succedendo a New York è forse molto differente da quello che succede in altre città americane. Qui, in qualche misura, si sono attivati gli anticorpi della città. Quello che si difende è un modello di convivenza unico al mondo, in cui la tolleranza, per fortuna, non esiste ma esiste una naturale compartecipazione alla complessità, di ogni gruppo sociale, ogni strato culturale. Questa città, in fondo, opponendosi a Trump, cerca di conservare la propria straordinarietà.