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Potrebbe non esserci nessuna seconda ondata

Ma non è una buona notizia: secondo l'OMS stiamo sbagliando a pensare in termini di prima e seconda ondata, perché in realtà a livello mondiale la situazione della pandemia non è mai migliorata e anzi peggiora sempre di più

Victor J. Blue/Getty Images

Come scrive il Guardian, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità stiamo pensando la pandemia di coronavirus nel modo sbagliato: al momento non ci sono prove che il virus si comporti in modo simile all’influenza e agli altri coronavirus, con variazioni stagionali e ondate successive, ma la pandemia da COVID-19 si sta svoltendo come “una sola grande ondata”.

“La gente pensa ancora alle stagioni. Quello che dobbiamo capire è che questo è un nuovo virus e si sta comportando in modo diverso”, ha detto Margaret Harris, una portavoce dell’OMS, durante un briefing virtuale sull’andamento della pandemia a Ginevra, mettendo in guardia sul pensare all’epidemia come a qualcosa che va avanti per ondate successive. “Sarà una sola grande ondata. Salirà e scenderà un po’. La cosa migliore da fare è appiattire la curva in modo che quest’ondata ci bagni i piedi e basta”.

La questione di una possibile “seconda ondata” è al centro dell’attenzione per il semplice fatto che la prima è apparentemente passata e adesso è estate. L’idea genere è che adesso si possa avere un minimo di respiro prima che le cose peggiorino nuovamente in autunno. Ma la verità è che non c’è consenso scientifico sul fatto che vada proprio così. Come ha detto al Guardian Linda Bauld, professoressa di Public Health all’Università di Edinburgo, “il termine ‘seconda ondata’ non è usato in epidemiologia al momento perché il virus non è andato via, anzi si è diffuso in 188 Paesi”. Dunque pensare che il coronavirus si comporterà come l’influenza stagionale non ci aiuta a capirlo.

Il fatto che pensiamo in termini di prima e seconda ondata deriva dal modo in cui si è diffusa nel mondo l’influenza spagnola del 1918-1920, che ha infettato 500 milioni di persone e fatto dai 20 ai 50 milioni di morti. Ma parlare di “ondate” implica che a un certo punto la malattia sparisca per poi ripresentarsi, cosa che nel caso del coronavirus non è successo – anzi. La prospettiva globale che, se si allarga un po’ lo sguardo, è decisamente sconfortante. 

Se per noi che siamo stati colpiti per primi e che adesso possiamo tirare il fiato il peggio sembra passato, per l’OMS la situazione mondiale della pandemia è proprio l’opposto: le cose stanno peggiorando. C’è una sola, grande ondata che è ancora in fase di accelerazione, con il numero dei casi che è raddoppiato nel corso dell’ultimo mese.