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WikiLeaks è stato boicottato dal governo dell’Ecuador

Già da ieri i social di WikiLeaks avevano lanciato l'allarme, oggi la conferma da parte di un comunicato ufficiale: ad Assange è stato proibito l'accesso a Internet

Julian Assange, immagine via WikiLeaks Facebook

Julian Assange, immagine via WikiLeaks Facebook

Dopo l’allarme lanciato ieri da WikiLeaks tramite i propri canali social ufficiali, in cui si avanzava la possibilità che il Governo dell’Ecuador avesse bloccato la rete Internet a Julian Assange, voce guida dell’organizzazione che negli 10 anni ha diffuso circa 10 milioni di documenti riservati, oggi arriva la conferma ufficiale proprio da parte delle autorità ecuadoriane.

L’Ecuador protegge Assange nella propria ambasciata Londra dal 2012 in veste di rifugiato politico, in seguito alle accuse di spionaggio mosse da Stati Uniti e Gran Bretagna dopo che, nel novembre del 2010, furono diffusi da Wikileaks – di cui Assange è caporedattore – 251mila documenti diplomatici statunitensi, di cui la maggior parte definiti come “confidenziali” o “segreti”.

Tuttavia, questa volta, sembra che anche per lo Stato che gli fornisce protezione Assange si sia spinto oltre pubblicando, in periodo di Elezioni Presidenziali, migliaia di mail e documenti riservati trafugati dal server dell’attuale Segretario di Stato Hillary Clinton, furto di cui il Partito Democratico per cui la Clinton è candidata ha fin da subito accusato i Servizi Segreti Russi. Sabato è caduta la goccia che ha fatto traboccare il vaso, quando Wikileaks ha rilasciato trascrizioni dei discorsi avvenuti tra la Clinton e i massimi vertici del colosso finanziario Goldman Sachs.


Il comunicato diffuso ieri dal Governo dell’Ecuador, come si legge sopra, spiega di aver tagliato la rete ad Assange, in modo da “rispettare il principio di non ingerenza negli affari interni di altri stati”, ovvero per evitare la pubblicazione di altro materiale che possa pesare sulle elezioni americane del prossimo 8 novembre. Nel documento, tuttavia, si legge che l’Ecuador continuerà ad offrire ad Assange protezione presso la propria ambasciata britannica, rispettando così la propria tradizione in difesa dei diritti umani e delle vittime di persecuzione politica.

Wikileaks dal canto suo, che da sempre sostiene di essere un semplice tramite, ha risposto comunicando la pubblicazione di nuove mail trafugate dalla casella di John Podesta, responsabile della campagna della Clinton, già nelle scorse settimane sotto i riflettori per il bizzarro scambio di mail a tema UFO con l’ex Blink-182 Tom De Longe.


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