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Welcome to Banksy Hotel

L'artista più enigmatico e chiacchierato al mondo aprirà un albergo "con la peggior vista del mondo", infatti è situato proprio sul muro che separa Israele dalla Palestina

È uno degli artisti più enigmatici e chiacchierati al mondo, da sempre fortemente politicizzato nelle sue opere: stiamo parlando di Banksy, che entro la fine di marzo aprirà un albergo a Betlemme in Cisgiordania chiamato ‘The walled off hotel’, ovvero l’albergo murato.

Infatti, Banksy si è spesso caratterizzato per lavori dichiaratamente schierati in favore della causa palestinese, e dunque non è un caso che l’albergo – composto da dieci camere, tra cui una suite – sorgerà proprio al fianco del muro che separa Israele dalla Palestina, fattore che già gli è valso il soprannome di luogo “con la peggior vista del mondo”. Una miscela tra un hotel e l’arte di protesta che ha reso famoso Banksy il quale, da parte sua, ha inteso l’albergo come un luogo che possa in qualche modo favorire i rapporti fra i due popoli.

Difatti, il luogo su cui sorge è una particolare area poco fuori Betlemme denominata zona C, ovvero l’area che, dopo gli Accordi di Oslo, è stata assegnata totalmente al controllo civile e militare di Israele. La zona scelta è strategica dato che, al contrario delle aree A e B, la particolare collocazione dell’albergo consentirà il pernottamento anche ai cittadini israeliani, cui altrimenti sarebbe proibito l’accesso qualora l’hotel fosse stato costruito in città, il cui accesso è a loro proibito per ragioni di sicurezza.

Il pezzo forte dell’hotel è sicuramente la camera numero 3 dove, proprio al di sopra del letto, campeggia un gigantesco murales in cui si vede una lotta di cuscini tra un militante palestinese con il volto coperto da una kefyah e un soldato israeliano in tenuta anti-sommossa. La location, inoltre, è stata studiata anche come punto di partenza per l’arrivo dell’arte contemporanea in Palestina, dato che le stanze dell’albergo ospiteranno anche mostre e esibizioni in cui il pubblico potrà ammirare le opere di artisti locali.

Si aggiunga che non è la prima volta in cui Banksy opera tra Gaza e Cisgiordania; infatti, una delle sue creazioni più famose, in cui si vede una bambina che spicca il volo oltre il muro attaccata a dei palloncini, è stata realizzata proprio sulle pareti della barriera che separano Israele e Palestina. Inoltre, mentre nel 2015 l’artista si era infiltrato di nascosto a Gaza per realizzare quattro murales – fra cui quello della dea Niobe nascosta fra i calcinacci di un’abitazione distrutta dai missili – nel 2014 Banksy si era impegnato a pubblicare un documentario che testimoniava le condizioni in cui versava la Striscia all’indomani del conflitto con Israele durante l’estate del 2014.

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