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Trump vs Porno: gli scrittori erotici americani in trincea

'Donald Feels the Bern' e 'Trump Temptation' sono solo alcuni dei libri hot scritti contro il neo-presidente

Nonostante le politiche di Trump nei confronti delle donne e della comunità LGBT non siano per niente roba da ridere, i titoli di molti libri erotici in uscita in America sono davvero esilaranti. Donald Feels the Bern e Trump Temptation: The Billionaire & The Bellboy sono solo due esempi e la lista è davvero lunga.

La vittoria di Trump ha depresso gran parte del popolo progressista statunitense, ma gli scrittori erotici – e i loro editori – hanno deciso di utilizzare il loro talento al servizio della resistenza. Ci sono Lana Fox e Jacob Louder, la coppia che ha fondato Go Deeper Press: «Abbiamo capito subito di voler fare qualcosa per contrastare la strategia di Trump di distruggere tutto quello che non è bianco o eterosessuale», hanno detto.

«Molti dei nostri libri sono pensati per le minoranze. A loro vorremmo dire: noi vi vediamo benissimo, anche se la gente come Trump vuole farvi diventare invisibili. Avete il diritto di esistere!» da qui nasce Alternative Fucks, una collezione di racconti erotici venduta in beneficienza.

C’è Alessia Brio, Editor di Coming Together, e ci sono Anna Yeatts e Chris Phillips, che pubblicheranno la raccolta NASTY: Fetish Fights Back. Il terzo dibattito tra la Clinton e Trump è stato di grande ispirazione per la Yeatts: «Guardavo Trump aggirarsi attorno a Hillary Clinton, una donna che rispetto molto. Poi ha iniziato a evitare le domande, a definirla nasty. Anche io sono stata definita così da gente che non voleva avermi più vicino».

NASTY è l’unico libro a nominare direttamente un membro dell’amministrazione. Il racconto The Straw Man, scritto da Jessica Freely, si apre così: “Chissà perché i leader più omofobi finiscono sempre a letto con accompagnatori vari? Non è una coincidenza“.

La storia è raccontata dal punto di vista di un omofobo che, lontano dall’occhio dell’opinione pubblica, si diverte a “scopare uomini ogni mercoledì”. Il protagonista, nel corso del racconto, si ritrova ad amare niente di meno che Mike Pence, vicepresidente degli Stati Uniti, nel bagno di un ristorante. Pence viene descritto come confuso ma eccitato, totalmente in balia del protagonista gay.

Anche Chuck Tingle, autore di libri erotico-satirici, è diventato un attivista politico: Domald Tromp Pounded In The Butt By His Fabricated Wiretapping Scandal Made Up To Redirect Focus Away From His Seemingly Endless Unethical Connections To Russia è il titolo del suo nuovo ebook, lanciato insieme al sito Buttbart.com, evidente parodia di quello di Breitbart. Nel suo libro i tweet più volgari del Presidente vengono riscritti così:

I have an insatiable hunger for cock! Pound me like the worst president ever!” Tingle ha spiegato che il suo lavoro è una forma di resistenza. E non è neanche una novità: nel 2008 Stephen Elliott ha curato una raccolta di racconti erotici scritti direttamente contro i politici conservatori americani. Indimenticabile l’apertura del racconto di Jerry Stahl: “Davvero, non volevo sodomizzare Dick Cheney”.

La satira sessuale del potere è sempre il primo sintomo del malcontento popolareSusie Bright

Nell’introduzione Elliot ha scritto: «Uno dei compiti della letteratura è sempre stato quello di svelare verità che non si possono scoprire con il normale lavoro giornalistico. Tutte le arti sono in prima linea nelle guerre di cultura». Susie Bright, esperta di letteratura erotica, ha aggiunto: «Sappiamo benissimo che la satira sessuale del potere è il primo sintomo del malcontento popolare».

La Yeatts sostiene che i racconti erotici siano fondamentali per aprire la mente: «Guardando attraverso gli occhi degli altri possiamo combattere questo senso di alienazione. Questi racconti umanizzano e rendono i nostri vicini di casa meno spaventosi. Ci sono un sacco di cose preoccupanti dell’amministrazione Trump – se non sei bionda, bella e super bianca -, avere una via di fuga letteraria e poterla esplorare con gli altri ci può aiutare a sentirci meno soli».

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