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Spotify è stata accusata di discriminazione di genere

Una ex dipendente ha fatto causa all'azienda per comportamenti che avrebbero privilegiato i dipendenti uomini

Lanciato nell'ottobre del 2008, Spotify è uno dei servizi di streaming più popolare al mondo

Un’ex dirigente commerciale di Spotify ha intentato una causa contro la società, accusando la piattaforma streaming di discriminazione di genere e violazione della parità salariale.

Nella causa, depositata presso la Corte Suprema di New York, l’ex dipendente di Spotify, Hong Perez, ha affermato che il team di vendita della società, guidato dal responsabile vendite statunitensi Brian Berner, avrebbe discriminato le donne.

L’esempio cui si riferisce Perez riguarda il team di vendita inviato al al Sundance Film Festival nel 2016 e 2017 e composto interamente da uomini, nonostante – come si legge nei fascicoli depositati – “ci fossero molte donne che ricoprivano le stesse posizioni (se non addirittura più alte) degli uomini selezionati da Berner”.

“All’interno dell’azienda questi viaggi sono indicati come ‘i viaggi dei ragazzi di Berner’”. Chiamati in causa, alcuni dipendenti di Spotify avrebbero rivelato come i suddetti “ragazzi” durante i viaggi facessero uso di droghe e di come uno di loro sia stato coinvolto in una rissa, episodi messi a tacere proprio da Berner.

La causa mossa da Perez include anche altri esempi di discriminazione che sarebbero avvenuti nell’azienda: un viaggio di un manager di Spotify a uno strip club di Atlantic City, la promozione di un impiegato dopo un reclamo di molestie sessuali contro di lui e un responsabile delle Risorse Umane che durante una riunione generale ha trovato opportuno dire che la sua parola preferita è “figa”.

Perez, inoltre, ha denunciato per Berner per diffamazione, sostenendo di essere stata usata come “capro espiatorio” durante un’indagine riguardo un processo contrattuale di cui Berner era a capo, indagine che causò il licenziamento di Perez.

Il servizio di streaming ha risposto alla causa di Perez in una dichiarazione rilasciata a Variety, “A Spotify non tolleriamo discriminazioni di nessun genere a nessun livello. Anche se non possiamo commentare i dettagli specifici di un contenzioso in sospeso, queste affermazioni sono senza valore”.

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