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Roma, carabiniere ucciso: il collega era con l’uomo derubato un’ora prima della chiamata al 112

Emergono nuovi dettagli chiave dall'ordinanza con cui il gip ha convalidato l’arresto dei due giovani americani accusati dell’omicidio del vice brigadiere

Dopo l’ipotesi dell’intervento non concordato, continuano a emergere nuovi dettagli sui fatti che hanno portato alla morte di Mario Cerciello Rega: il collega del vice brigadiere, Andrea Varriale, era in piazza Mastai, dove viene identificato il mediatore dei pusher che poi denuncerà in via ufficiale il furto del suo borsello, già un’ora prima della telefonata al 112.

La circostanza emerge dall’ordinanza con cui il gip della Capitale Chiara Gallo ha convalidato l’arresto dei due giovani americani accusati dell’omicidio del vice brigadiere: “Dall’annotazione del carabiniere Varriale emerge che poco tempo prima di ricevere l’incarico di effettuare l’operazione in abiti civili, alle ore 1,19, era intervenuto in piazza Mastai su ordine del maresciallo Pasquale Sansone che gli riferiva di trovarsi sul posto insieme ad altri operanti per la ricerca di un soggetto che si era sottratto all’identificazione dandosi alla fuga dopo aver consegnato ai militari un involucro di colore bianco contenente una compressa di tachipirina”.

Il soggetto, continua il gip, viene identificato come Sergio Brugiatelli e invitato a sporgere denuncia.

Per il momento Christian Gabriel Natale Hjort e Finnegan Lee Elder, accusati di concorso in omicidio per aver ucciso con 11 coltellate Rega, rimarranno in carcere perché sussistono il pericolo di fuga, di reiterazione del reato e la mancanza di ogni consapevolezza della gravità delle proprie azioni.

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