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Rolling Stone mette in copertina il futuro con Sfera Ebbasta

Insieme al golden boy della trap, i nomi caldi da tenere d'occhio nel 2018, i talenti di X Factor, il meglio del cinema, Al Bano che scende dal tappeto magico e tantissimi altri protagonisti dell'anno che verrà

«Se non hai niente vuoi qualcosa: non mi piaceva studiare, né andare a lavorare, volevo solo fare rap. Anzi, avevo iniziato con i graffiti, ero un ragazzino e mi firmavo Sfera». La prima copertina del 2018 di Rolling Stone, in edicola a gennaio, è dedicata al futuro della scena italiana, a Sfera Ebbasta, il golden boy dello ‘tsunami’ trap, il suono partito dalle periferie come un terremoto, ora pronto ad abbattersi sull’anno che verrà: «Ormai il rap è il nuovo rock», racconta Sfera nell’intervis-trap con Giovanni Robertini.

La copertina di Rolling Stone di gennaio con Sfera Ebbasta

Negli anni in cui l’astensionismo si prende le prime pagine, dove la politica è un’estranea, antitesi delle voci che raccontano le nuove generazioni, Sfera incarna l’icona e l’estetica del nuovo Italian Dream: «Siamo partiti dal niente con un passato particolare. […] Sono stato il primo a parlare di soldi. Una sorta di mio statement che ora è diventato di moda. Il rap old school era più impegnato? A me di quella musica non arrivava niente. […] Io di politica non so un cazzo. Tanto, capirci o non capirci, mi sembra solo che alla fine la prendano tutti nel culo».

E se Sfera, insieme a Charlie Charles – il producer “Willy Wonka della trap” – detta le barre «del suond più figo d’Europa», lanciato come uno shuttle verso il futuro, lo stesso fa Rolling Stone, raccontando fra le pagine della nostra Hot List le storie e i nomi più caldi, da tenere d’occhio nel 2018. Si va dal flamenco 2.0 al latin trap, dal porno su misura fino agli astri nascenti che scriveranno il futuro del rap, dell’indie e del cinema in Italia.

In redazione ci siamo scannati per scegliere la copertina giusta. Quindi ne abbiamo stampate due, da collezione

Capitolo a parte per la nuova scena italiana, con i nomi che si sono presi l’anno passato, cui abbiamo dedicato un servizio speciale: da Coez a Colapesce, da Giorgio Poi a Carl Brave x Franco 126, tutti a contendersi il primo posto nella classifica dei migliori album del 2017 che trovate qualche pagina dopo. E ancora, Francesca Michielin, che con il suo pop d’autrice vuole zittire chi crede che una ragazza giovane non possa scrivere musica, o Cosmo, che tra Nietzsche e vaporizzatori per l’erba ci ha raccontato del suo pop estremo.

I talenti di X Factor, poi, raccontano del loro futuro fuori dal talent, ancora tutto da scrivere, togliendosi anche qualche sassolino nella scarpa, mentre Al Bano ci ha parlato del suo 2018, quando scenderà “dal tappeto magico” della musica per occuparsi a tempo pieno delle sue tenute in Puglia – «C’è uno che si fotte la legna giù nella mia azienda», racconta nella nostra intervista esclusiva – anche se per lui una cosa non cambierà mai: «Fare musica è come scopare».

Le pellicole che si prenderanno i cinema nei prossimi mesi, tra il ritorno di Spielberg con The Post, Rovazzi che decolla verso il grande schermo o un improbabile Mussolini 2.0 in Lui è tornato. Abbiamo incontrato Luca Guadagnino, il regista italiano pronto a conquistare ancora una volta Hollywood con Chiamami col tuo nome.

Nella nostra inchiesta ci siamo tuffati oltre Google per esplorare gli abissi del Dark Web, tra armi in saldo, cocaina in offerta e le droghe del nuovo millennio, raccontandovi anche la storia di chi, per una manciata di Bitcoin, ha pagato troppo caro. Insomma, con l’anno nuovo continuiamo a scrivere le pagine in cui si specchierà il futuro, con i protagonisti che detteranno il suono, il cinema e la società del mondo che ci aspetta.

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