Proteste in Georgia dopo il raid al club più celebre di Tbilisi

Migliaia di ragazzi si sono radunati davanti al Parlamento per reagire ballando all'azione militare contro il BASSIANI.

Foto via Facebook


A Tbilisi, nel cuore della Georgia conservatrice e nello stesso sempre più turistica, c’è un locale, BASSIANI, che da un po’ è sulla bocca dei clubber internazionali come punto di riferimento per la techno, ma anche come luogo di celebrazione della diversità e della libertà.

Proprio il BASSIANI e il Cafè Gallery sono stati presi d’assalto da raid armati della polizia militare in tenuta anti-sommossa, come parte della risposta del governo a cinque morti per droga nelle ultime due settimane, che le autorità vorrebbero collegate ai club. In una dichiarazione i gestori hanno affermato che “nessuna delle tragiche morti si è verificata sul territorio del locale” , sottolineando che il BASSIANI “non ha mai intrapreso alcun commercio di droghe illecite e ogni frequentatore è accuratamente perquisito prima di entrare” e criticando l’attuale politica del Paese che “non è solo incapace di risolvere i problemi … ma spesso è la vera causa della tragedia“.

La Georgia infatti ha un regime di tolleranza zero rigidissimo sugli stupefacenti. I club di Tbilisi sono in prima linea per cambiare le leggi sulle droghe del Paese, in particolare BASSIANI, che ha stretti legami con il gruppo attivista White Noise.

Prima dell’irruzione nel club, sulla sua pagina Facebook si parlava di minacce di chiusura e c’era scritto: ”BASSIANI / HOROOM è un movimento collettivo in prima linea nei cambiamenti sociali e parla ad alta voce per quanto riguarda la disuguaglianza nel paese, l’alto livello di ingiustizia e discriminazione. A causa dei suoi valori, il club è stato preso di mira dai movimenti di destra, che in cambio hanno lanciato una campagna di discredito contro il club“.

In un nuovo post si legge che “circa 60 persone sono state arrestate” inclusi i cofondatori, Tato Getia e Zviad Gelbakhiani e che la polizia “ha picchiato manifestanti pacifici. Non c’è dubbio che lo stato stia conducendo una guerra contro l’unica sfera della cultura della Georgia indipendente”.

Migliaia di ragazzi sono scesi in strada davanti al Parlamento per protestare contro l’azione della polizia ballando (“We dance together, we fight together!”) e per chiedere le dimissioni del Primo Ministro georgiano Giorgi Kvirikashvili e del ministro degli affari interni Giorgi Gakharia. Ecco i video.