Possiamo impedire a un uomo di mangiare fino a farsi male su YouTube?

C’è un canale dove da qualche tempo una persona con evidenti problemi di obesità posta video in cui ingurgita grosse quantità di cibo.

C’era il signor Creosote che ne Il senso della vita dei Monty Python ingurgita cibo fino a scoppiare (letteralmente) come una bomba dopo una mentina. C’erano i quattro amici interpretati da Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret e Michelle Piccoli che, nel geniale e grottesco La grande abbuffata di Marco Ferreri, decidono di suicidarsi, chiudendosi in una casa e mangiando fino alla morte. Satira, provocazione dell’arte.

Oggi su YouTube c’è un canale, YouTubo Anche Io, dove da qualche tempo una persona con evidenti problemi di obesità posta video in cui manda giù grosse quantità di cibo spesso ipercalorico. Qui però non c’è proprio niente di divertente o interessante.

Il food challenge, e cioè la sfida a mangiare ingenti moli di alimenti per intrattenimento, in America è molto popolare, anche fra gli youtuber che, nell’ambito di un’alimentazione sana e di un regime di attività fisica, decidono di sgarrare e di mettersi alla prova così. Ma quello che vediamo in queste immagini è tutto tranne che un food challenge. Sorvolando sulla perversione di divertirsi a guardare persone che si abbuffano (che meriterebbe un discorso a parte), qui la questione è un’altra. Perché l’intrattenimento si esaurisce nel momento in cui c’è un rischio per la salute.

Questa persona ha un problema e va aiutata. Nel frattempo le visualizzazioni aumentano: il video che ha come menù 1kg di tiramisù e mezzo pollo arrosto ha quasi 270 mila visualizzazioni, altri viaggiano sulle 100 mila. E il protagonista in molti dei video ha disattivato i commenti, probabilmente per gli insulti (che ormai sulla rete sono all’ordine del giorno nei confronti di chiunque) ma anche perché c’era chi lo metteva in guardia dai pericoli della cosa.

Possiamo impedire a un uomo di mangiare fino a farsi male? Se anziché strafogarsi invitasse all’anoressia e fosse magrissimo, scoppierebbe il caos. Basti pensare a quello che è successo un paio di mesi fa su Instagram, dove, di fronte alle foto che ritraevano l’ex tronista Valentina Dallari scheletrica, i fan hanno incominciato a chiederle di farsi aiutare (e gli haters a insultarla per la decisione di postare le immagini).

Da un po’ di tempo su YouTube sono nate discussioni per la pubblicazione di video al limite, dove si mostrano eventi tragici a volte anche in divenire. Un paio di mesi fa un vlogger dell’Ohio ha postato un video dove con gli amici entrava nella foresta giapponese di Aokigahara, ai piedi del monte Fuji, tristemente celebre come la “foresta dei suicidi” e si imbatteva in un cadavere. Lui ha dichiarato che pubblicando il filmato pensava di accrescere la consapevolezza della necessità di prevenire i suicidi, ma ovviamente ha scatenato uno tsunami di indignazione sul web. Persino Aaron Paul, la star di Breaking Bad, ha commentato: «Mi fai schifo» e l’attrice di Game of Thrones Sophie Turner: «Sei un idiota».

«YouTube vieta i contenuti violenti o sanguinosi pubblicati in modo scioccante, sensazionalistico o irrispettoso» ha detto un portavoce della piattaforma, confermando che il video ha violato la regolamentazione. Il canale del ragazzo è stato sanzionato temporaneamente e alcune funzioni sono state disabilitate. Possibile che nel caso di YouTubo non sia ancora stato fatto nulla?

Grigliatone, pizze ingurgitate alla velocità della luce, biscotti, roba da 3600 calorie buttate giù in pochi minuti, tutto davanti alla telecamera del telefonino. Ma mangiando in quel modo una persona obesa che cosa rischia e in che tempi?

«Ovviamente è impossibile fare una diagnosi basandosi soltanto su un video, bisognerebbe sapere quali sono le condizioni di base del signore, può essere cha abbia valori metabolici normali, non mi sembrerebbe ma si dovrebbero vedere i suoi esami» spiega Gianleone Di Sacco, medico endocrinologo presso l’Ospedale Sant’Anna di Como, Unità di Endocrinologia e Diabetologia, che è anche centro di riferimento per l’obesità. «Anche immaginare il peso è difficile perché servirebbe l’altezza, ma per fare una stima direi sopra sopra i 170 chili. Sicuramente da un punto di vista respiratorio è messo male ed è molto probabile che sia lo stesso anche dal punto di vista cardiovascolare. Una persona di questa taglia avrà anche delle apnee notturne, e probabilmente non solo: vuol dire che viaggia con dei livelli di anidride carbonica superiori, questo intossica l’organismo e aumenta i rischi di tipo cardiovascolare e anche di morte improvvisa. Su questo i dati sono incredibili: una donna in età normale in eccesso di peso mediamente ha circa il 600% di probabilità di morte improvvisa rispetto ad una donna della stessa età normopeso. Per gli uomini i numeri sono un po’ inferiori statisticamente ma sempre molto elevati. E sto parlando solo di morte improvvisa, poi c’è tutto il resto, tipo il diabete, che guardando il signore è una possibilità non certo remota».

Naturalmente ci auguriamo che il protagonista dei video stia bene e che il caso virale del giorno possa aprire una discussione su un tema enormemente complesso come quello dei disturbi del peso. Ma anche su quello che la rete può e deve fare rispetto a questioni etiche di questo tipo. Perché qualcosa va fatto.