Oltre 140 artisti hanno firmato una lettera di protesta contro la proposta di legge anti-LGBTQ | Rolling Stone Italia
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Oltre 140 artisti hanno firmato una lettera contro la proposta di legge anti-LGBTQ

Lady Gaga, Grimes, Alicia Keys, ma anche Jennifer Lawrence, Sting, St Vincent e Sia, sono tra gli artisti che hanno firmato la lettera di protesta contro la proposta di legge che ridurrebbe i diritti della comunità LGBTQ

Lady Gaga e Grimes, tra i firmatari della lettera di protesta contro il disegno di legge texano

In una presa di posizione contro la comunità LGBT, l’amministrazione Trump ha deciso di mantenere in vita il provvedimento in corso che vieta agli studenti e ai lavoratori transgender di utilizzare bagni non corrispondenti alla loro identità di genere. Il governo in carica ha ritirato il precedente ricorso dell’amministrazione Obama contro tali discriminazioni.

Solo la settimana scorsa, il presidente Trump ha affermato di voler abrogare gli ordini esecutivi a difesa della comunità LGBT messi in atto nel 2014, nonostante i consiglieri del presidente gli abbiano ampiamente sconsigliato di farlo. L’ordine di Obama che vieta la discriminazione basata sul genere e l’identità sessuale dei lavoratori federali è stato il primo nel suo genere, rappresentando una presa di posizione senza precedenti anche al di fuori degli Stati Uniti.

Moltissime (e in costante aumento) le celebrità che hanno firmato la lettera di protesta contro la proposta di legge, nata formalmente nello stato del Texas. La lettera, ovviamente, sostiene l’ordine esecutivo dell’amministrazione Obama atto a difendere i membri della comunità LGBTQ.

La protesta in cui s’inserisce la lettera – indirizzata ai “Leader del Texas”– è nata dall’organizzazione TX Together. Tra i molti firmatari, ci sono anche Sting, Ariana Grande, Jimmy Kimmel, Cyndi Lauper, gli Against Me!, Janelle Monáe, Carrie Brownstein, Tegan and Sara, Amy Poehler, Amy Schumer, Britney Spears, Kesha, i Wilco ed Emma Stone.

Mentre il disegno di legge texano non ha ancora ricevuto un voto preliminare, nel frattempo ha già attirato le critiche di tutta la comunità LGBTQ, ma anche di altre organizzazioni decisamente rilevanti. Ad esempio, la National Football League, dopo aver organizzato l’ultimo Super Bowl nella città texana di Houston, ha comunicato che, qualora il disegno di legge dovesse essere approvato, non prenderebbe in considerazione il Texas per i campionati futuri.

Ecco di seguito la lettera: