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Uno sciopero contro la violenza sulle donne

Dalla violenza domestica alla disuguaglianza sul lavoro, fino alla possibilità di decidere del proprio corpo: sono tantissime le donne che oggi scenderanno in piazza per protestare contro ogni forma di prevaricazione

Oggi mercoledì 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, in oltre trenta paesi del mondo sarà in atto uno sciopero delle donne istituito da Women’s March, la stessa organizzazione americana che aveva messo in piedi lo scorso 21 gennaio le manifestazioni contro le politiche e il linguaggio spesso esibito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ritenuto misogino da una larga fetta dell’opinione pubblica, durante la campagna elettorale così come nei suoi primi mesi alla Casa Bianca.

La manifestazione riceve il supporto da tanti altri movimenti di tutto il mondo, fra cui il gruppo italiano Non una di meno, che già avevamo visto scendere in piazza lo scorso 26 novembre in occasione del tanto discusso Fertility Day. L’idea che spingerà milioni di donne a far sentire la propria voce è la protesta contro la violenza di sesso in ogni sua forma, sia che si tratti di violenza domestica che della disuguaglianza sul posto di lavoro – dove ancora troppo spesso le donne ricevono stipendi inferiori ai loro colleghi uomini – sia dell’omofobia verso le donne trans che  della volontà di ribadire il diritto di poter decidere del proprio corpo, come nel caso dell’interruzione di gravidanza, ancora un tabù in tantissime parti del mondo.

Sono moltissimi in Italia i sindacati che hanno aderito all’iniziativa: Usi, Slai Cobas, Cobas, Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usi-Ait, Usb, Sgb, Flc e Cgil. Tra assemblee, manifestazioni e cortei, sono previsti disagi di varia natura, in particolare per quel che riguarda scuole e trasporti.