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Nuove indagini fanno tremare Roma e Milano

Sotto inchiesta anche Beppe Sala, sindaco del capoluogo lombardo, che ha deciso di autosospendersi. Nella capitale è sempre più traballante la giunta Raggi dopo l'arresto di Raffaele Marra

Beppe Sala, 58 anni, foto via Facebook

Beppe Sala, 58 anni, foto via Facebook

Sono tempi bui per la politica italiana; dopo le dimissioni di Matteo Renzi da capo dell’esecutivo, e la conseguente nomina del Governo ‘tecnico’ guidato da Paolo Gentiloni, due nuove bombe sono esplose oggi a Palazzo Senatorio e a Palazzo Marino, rispettivamente sedi dei comuni di Roma e Milano.

Arriva oggi, infatti, la notizia dell’autosospensione di Beppe Sala, sindaco del capoluogo lombardo. Il suo nome appare fra la lista d’indagati stilata dalla procura nell’ambito dell’indagine per corruzione e turbativa d’asta sulla ‘Piastra dei Servizi’ di Expo, ovvero l’inchiesta riguardante l’assegnazione dell’appalto per i lavori di preparazione dell’area su cui vennero costruiti i padiglioni dell’Esposizione Universale dello scorso anno, ottenuta dal gruppo Mantovani con un ribasso record che superò il 41% – 149 milioni di euro rispetto ai 272 milioni iniziali.

Stando a quanto appare nei fascicoli, l’assegnazione dell’appalto a una cifra lontana dal reale prezzo di mercato fu dettata dalla necessità di terminare i lavori in tempo per l’inizio di Expo a maggio 2015. Per cui, secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, pur di assegnare l’appalto e di vincere la corsa contro il tempo sarebbero stati ignorati i necessari controlli, determinando così “un contesto di evidente illegalità”. All’epoca dei fatti l’attuale sindaco di Milano era nominato amministratore delegato di Expo per cui, secondo l’accusa, Sala si sarebbe dovuto accorgere che con la cifra ribassata non sarebbe stato possibile portare a termine quanto previsto, a meno di non ricoprire di debiti il gruppo Mantovani.

Le accuse sono ancora tutte da verificare, tuttavia Sala ha deciso di prendere di petto la questione. In un primo momento, infatti, fonti vicine al sindaco riferivano addirittura della volontà di dimettersi seduta stante tanto grande era l’amarezza del primo cittadino in seguito alle nuove indagini. Sala, infatti, ha sempre rivendicato un comportamento irreprensibile tanto che fu lo stesso Napolitano a convincerlo a ritirare le proprie dimissioni da Commissario di Expo dopo che, a maggio 2014, erano fioccati i primi arresti nello scandalo che travolse l’Esposizione Universale.

L’autosospensione, quindi, arriva dopo pochissime ore di consulta con i collaboratori più fidati che sarebbero riusciti a ponderare la delusione del sindaco dopo che su di lui sono ripiombate le ombre dell’illegalità. Si apprende in un comunicato, dunque, la decisione finale di Sala: «Apprendo da fonti giornalistiche – le dichiarazioni di Sala – che sarei iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di sindaco, determinazione che formalizzerò domani mattina nelle mani del Prefetto di Milano».

Diverso il clima nella Capitale dato che, a tre giorni dalle dimissioni dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro in seguito all’avviso di garanzia per traffico di rifiuti, oggi è stato arrestato un’altro pezzo chiave della giunta nata appena sei mesi fa guidata dal sindaco Raggi, ovvero uno dei suoi collaboratori più stretti, il capo del personale del Campidoglio Raffaele Marra.

L’inchiesta si riferisce al 2013, anno in cui Marra era guida del dipartimento politiche abitative del comune di Roma, all’epoca presidiato da Gianni Alemanno con cui Marra collaborava si dai tempi in cui l’ex sindaco di centrodestra era ministro dell’Agricoltura. Marra è accusato di aver ricevuto tangenti dall’imprenditore romano Sergio Scalpellini – manette anche per lui – per acquisire a prezzi stracciati alcuni immobili di proprietà di un ente previdenziale e per compravendite illecite di appartamenti.