Matteo Salvini, al governo con una giacca da “fascista del terzo millennio”

In occasione della finale di Coppa Italia il leader della Lega, pronto a formare il nuovo esecutivo, è stato inquadrato con un capo Pivert, il brand che fa riferimento al gruppo di estrema destra Casa Pound

Salvini durante la finale di Coppa Italia


In un fermoimmagine, pubblicato dal portale Fanpage in un articolo a firma Valerio Renzi, lo si vede al telefono, ed è facile immaginarlo impegnato in febbrili trattative per delineare il domani di questa Repubblica. Perché l’accordo Lega-5Stelle pare a un passo e Matteo Salvini, uno dei due grandi trionfatori del voto del 4 marzo, potrebbe essere il prossimo Ministro dell’Interno, o perché no, persino Presidente del Consiglio.

Ieri sera si è concesso una serata libera, per vedere la disfatta del suo Milan contro la Juventus in Coppa Italia, e, seduto tra i vertici della società rossonera e del calcio italiano (e uno dei giocatori più forti di tutti i tempi), visto il clima primaverile romano, ha deciso di sfoggiare un outfit diverso dal solito. Costantemente premiato dalle telecamere.

Si tratta di una giacca Pivert, un brand balzato agli onori delle cronache negli scorsi mesi. L’ha fondato Francesco Polacchi, oggi alla guida della società. Ex responsabile di Blocco Studentesco, l’organizzazione giovanile legata ai “fascisti del terzo millennio” di Casa Pound, Polacchi era stato coinvolto negli scontri del 29 ottobre 2008 in piazza Navona. Anche allora erano giorni caldi da un punto di vista istituzionale, e un gruppo di militanti neofascisti decise di entrare in piazza con caschi e bastoni per dare il suo punto di vista.

Polacchi si è reinventato imprenditore e ha aperto la linea di sportswear, che propone nelle sue collezioni alcuni degli stilemi classici del vestire neofascista e skinhead e lo rende più moderno e elegante. Presentabile. Il rapporto tra moda e “sottoculture” – politicizzate o meno – non è di certo una novità. Ogni gruppo necessita di codici comuni, e il look è uno dei più potenti e immediati. Polacchi, come altri prima di lui, lo ha capito, e ci ha fatto un business.

La società ha sede a Roma Nord, in via Diomede Pantaleoni, condivisa con il Primato Nazionale, giornale di riferimento di Casa Pound. Proprio gli ex esponenti del movimento, che si è candidato con mortificanti risultati alle ultime elezioni, hanno spesso indossato in occasioni pubbliche il brand, un endorsement fin troppo palese. Le cose a Pivert stanno andando bene, se è vero che il marchio ha aperto negozi in diverse città italiane, da Milano (con tanto di inaugurazione alla presenza di Nina Moric) a Torino, e non solo. Con uno schema di partenza preciso, come scrive sempre Fanpage: aprire nuove società controllate da militanti e quadri locali di Casa Pound.

Improbabile che Salvini non sappia queste cose: i suoi rapporti con Casa Pound negli anni sono stati intensi, anche se un po’ annacquati in vista delle elezioni per ragioni di opportunità istituzionale. Molti ricordano l’ingresso degli striscioni con la testuggine in piazza Duomo nell’ottobre 2014, in occasione di un comizio della Lega a Milano. Uno sdoganamento senza precedenti.

Solo che allora l’ex Carroccio era all’opposizione, mentre ora sta per fare un governo. Con un movimento – i 5 Stelle – che si dice “non di destra” – oltre che “non di sinistra” -, e in cui ci sono numerosi elementi che si rifanno agli ideali della Resistenza. Ed è bene sapere che uno degli uomini chiave di questo ipotetico esecutivo, e della politica italiana tutta, sotto la giacca e la cravatta indossa fiero la sua Pivert.