La prigione dei migranti bambini

Centinaia di bambini tra i 10 e i 17 anni sono rinchiusi in un centro commerciale, costretti in cella per 22 ore al giorno. Sui muri immagini e aforismi di Donald Trump

A maggio, l’amministrazione Trump ha annunciato che tutti i migranti che avrebbero attraversato il confine illegalmente sarebbero stati perseguiti. Tolleranza zero. I minori, però, non possono essere incarcerati, ed è per questo che da quando è stata attivata la nuova policy più di 500 bambini sono stati separati dai genitori. La maggior parte sono poco più che neonati. Lo scorso mercoledì la CNN ha pubblicato la storia di una donna delle Honduras allontanata dalla figlia durante l’allattamento. Quando ha opposto resistenza, è stata ammanettata.

È stato difficile capire il tipo di trattamento ricevuto da questi bambini mentre i genitori aspettano il processo. Poi, alcune settimane fa, Jeff Merkley (senatore democratico dell’Oregon) è andato a Brownsville, Texas, per entrare dentro Casa Padre, un ex-centro commerciale Walmart trasformato in rifugio per bambini migranti. Merkley è stato bloccato dagli agenti del Dipartimento di Sicurezza Interna, e successivamente la polizia gli ha vietato anche solo di nominare la struttura.

Così è stato fino a mercoledì, quando alcuni giornalisti hanno visitato Casa Padre per la prima volta. Jacob Soboroff di MSNBC ha raccontato dell’ora e mezza passata nell’edificio dove sono rinchiusi 1500 bambini di età compresa tra i 10 e i 17 anni. Gli sembrava di stare in carcere. «Sono stato dentro le prigioni federali. E in quelle di contea. Ho visitato centri di detenzione di tutti i tipi e Casa Padre rientra nella categoria». Ha detto al Today Show. «Questi bambini sono detenuti», ha poi scritto su Twitter. «Sono in arresto».

All’interno di Casa Padre non è possibile fare riprese o scattare fotografie, ma il Dipartimento di Sicurezza ha distribuito alcune immagini ai giornalisti presenti. Una delle più spaventose mostra un murales di Donald Trump. Accanto al sorriso inquietante del presidente la citazione, sia in spagnolo che in inglese, “A volte perdendo una battaglia puoi scoprire come vincere la guerra”. Trump aveva scritto la frase – estratta dal suo libro The Art of the Deal – su Twitter nel 2014 a proposito di un affare edilizio nella zona di Central Park. Soboroff ha detto che quello è solo uno dei molti murales dedicati al presidente. «Sono ovunque».

Prima dell’attivazione della zero-tolerance policy, Casa Padre ospitava quei minori che decidevano di attraversare il confine da soli, senza nessun adulto. Ora che sono separati dalle loro famiglie, il rifugio è sovrappopolato. Ogni stanza ospita cinque bambini, costretti all’interno per 22 ore al giorno. Hanno diritto a un’ora d’aria con attività organizzate e un’altra di tempo libero. Per mangiare, i bambini sono chiamati «un centinaio per volta» e impilati in file enormi. Soboroff ha detto che quelle file sono la cosa che gli ha ricordato più da vicino l’atmosfera del carcere.

«Appena siamo entrati nell’edificio ci hanno chiesto di sorridere. Di fronte a noi c’erano centinaia di bambini migranti in fila per un pasto. Ci hanno detto che si sentono come animali in gabbia, e noi fuori ad osservarli», ha scritto il giornalista su Twitter.

Con il passare del tempo la crisi migratoria si fa sempre più grave, ed è per questo che lo scorso venerdì l’amministrazione Trump ha dichiarato che è “in considerazione” l’ipotesi di costruire una tendopoli all’interno di una base militare e in grado di ospitare i bambini. Nonostante le condizioni semi-carcerarie dei migranti di Casa Padre, c’è da specificare che il centro è gestito da una nonprofit e da professionisti. Il presidente dell’organizzazione ha detto a Soboroff che la tendopoli di Trump sarebbe gestita diversamente.

Il breve viaggio all’interno del rifugio, però, deve farci ragionare sul modo in cui trattiamo bambini di appena 10 anni. Che cosa è successo al bambino honduregno separato dalla madre durante l’allattamento?

La politica di Trump sull’immigrazione dovrebbe contribuire alla riduzione della criminalità sul suolo americano. Un ufficiale di Casa Padre, però, ha detto a Soboroff che nessun membro di MS-13 (Mara Salvatrucha, l’organizzazione di bande criminali nata a Los Angeles, ndt) è mai passato per il rifugio. Nel frattempo, la Germania ha battuto due record: non ha mai ospitato così tanti migranti e il numero di crimini è il più basso degli ultimi 30 anni.

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