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«In ‘Gomorra’ vince chi non ha paura»: parlano Roberto Saviano e i protagonisti della serie

Da questa sera su Sky Atlantic parte la seconda stagione della migliore serie TV italiana. Nel nuovo numero di Rolling Stone Roberto Saviano, Marco D'amore, Salvatore Esposito e i protagonisti di Gomorra ci hanno dato qualche anticipazione

Da sinistra, Marco D’Amore, Roberto Saviano e Salvatore Esposito. Per Marco D’Amore e Salvatore Esposito: total look Levi’s. Per Roberto Saviano: camicia Calvin Klein Jeans - Foto Mattia Zoppellaro

Da sinistra, Marco D’Amore, Roberto Saviano e Salvatore Esposito. Per Marco D’Amore e Salvatore Esposito: total look Levi’s. Per Roberto Saviano: camicia Calvin Klein Jeans - Foto Mattia Zoppellaro

Il numero di maggio di Rolling Stone celebra la seconda stagione della migliore serie TV italiana: Gomorra, da questa sera su Sky Atlantic. Abbiamo incontrato Roberto Saviano, autore del libro Gomorra e del soggetto della serie, insieme a Marco D’Amore e Salvatore Esposito, amici e sue “creature”.
In una lunga intervista, Roberto Saviano ci racconta la sua nuova modalità di racconto della mafia, passata dalla rigida saggistica alla fiction. Ma la realtà resta comunque molto più crudele della finzione: «Ora che con le serie, ma pure con i libri, sto lavorando in una struttura funzionale neorealista non riesco a trovare di peggio [della realtà], onestamente. Ti faccio un esempio: negli atti di un processo si legge di un boss bielorusso in Campania, il quale avrebbe dato ordine ai suoi di torturare un informatore. Come? Infilandogli un saldatore collegato alla corrente nel culo».

Nonostante la brutalità della mafia, e la sua esperienza diretta con le minacce della camorra, Saviano prova ancora pietà: «I camorristi che mi hanno costretto a vivere così li odio. Odio alcuni avvocati. Odio alcuni giornalisti che ritengo complici. Odio determinati magistrati, civili e penali, altrettanto complici. Sono carico di odio. Ma di fronte alla morte, di fronte al corpo a terra del camorrista, c’è qualcosa che mi dice che così non si risolve nulla.» Invece, non ha più paura, ma non per coraggio, ma per abitudine: «Non c’è nessun training che ti rende immune alla paura, ma sola la fottuta abitudine. A forza di sentir dire che devo morire, che i clan mi odiano, mi sono abituato a sentir parlare della mia morte».

Non c’è nessun training che ti rende immune alla paura, ma sola la fottuta abitudine.

La nuova stagione parte con molti riferimenti alla religione, che sarà molto presente nella serie – «Nell’immaginario mafioso è la Madonna che difende il killer, perché è la Madonna che, nella sua infinita bontà, spiega a Gesù la ragione della sua messa a morte», spiega Saviano – e con il Regno dei Savastano dalle cui ceneri emergono piccoli stati (sembra Game of Thrones, ma non lo è). Marco D’Amore, ovvero “L’Immortale” Ciro Di Marzio, racconta la sua esperienza nella prima stagione: «Gomorra è una serie che ha insegnato allo spettatore a non aspettarsi mai la svolta più scontata: lo dimostra l’uscita di scena di una grandissima protagonista femminile, Donna Imma, a cui la serie ha rinunciato». Hanno rinunciato a Imma ma hanno guadagnato due nuove figure femminili, Annalisa Magliocca, detta “Scianel”, e Patrizia Santoro. Scianel, interpretata da Cristina Donadio, è la nuova reggente della piazza di spaccio di suo fratello Zecchinetta, il boss fedele a Don Pietro ucciso dai “paranzini” di Genny, mentre Cristiana Dell’Anna è Patrizia, una giovane donna che ha dovuto crescere i tre fratelli più piccoli dopo la morte dei genitori, avvenuta quando lei aveva solo 13 anni.

Una scena della seconda stagione di Gomorra in onda dal 10 maggio alle ore 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su Sky Online

Una scena della seconda stagione di Gomorra in onda dal 10 maggio alle ore 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su Sky Online

Resta in questa nuova stagione anche Don Pietro Savastano, evaso dal carcere e pronto alla vendetta. A interpretarlo è Fortunato Cerlino, incredibilmente diverso di persona rispetto al personaggio che interpreta, sia anagraficamente che fisicamente: «Per interpretare Don Pietro dovevo entrare nel personaggio in anticipo,» spiega Cerlino, «e una volta finite le riprese, riuscivo a uscirne solo gradualmente». E ci sarà Jenny Savastano, interpretato da Salvatore Esposito – che intanto ha partecipato a due dei film italiani più interessanti usciti negli ultimi tempi: Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, e Zeta di Cosimo Alemà. Ma alla fine dell’ultima stagione è stato gravemente ferito. Sopravviverà? «Nel caso in cui dovesse sopravvivere, e non è così scontato, assisteremo all’evoluzione di quello che mi piace definire una sorta di Genny 3.0» racconta Esposito a Rolling Stone, «Il mio personaggio che, inizialmente sembrava il più inadatto a un mondo come quello di Gomorra, ha dimostrato più volte di avere una grande capacità di adattarsi alle situazioni difficili».

Sapremo il destino di Jenny e degli altri protagonisti di Gomorra a partire da questa sera alle ore 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su Sky Online con le prime due puntate.

L’intervista è stata pubblicata in versione integrale su Rolling Stone di maggio.
Potete leggere l’edizione digitale della rivista,
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