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Il ragazzo nero è accusato di terrorismo, in realtà è un fan del black metal

È bastata una maglietta per scatenare la paura l'accusa di "Apologia del terrorismo", anche se informarsi, forse, era più semplice.

L'allarme di "apologia al terrorismo" diffuso su Facebook

Siamo a Santa Croce sull’Arno, comune di circa 15mila abitanti in provincia di Pisa, un ragazzo nero gira per le strade del paese con una maglietta particolare, sulla schiena c’è scritto Terror over Europe, tanto basta per scatenare il panico.

Subito allarmata, un’intrepida signora del posto ha pensato bene di scatenare una bella polemica sui social network, sconvolta come il giovane potesse circolare a piede libero nonostante sulla schiena avesse elencate le date e i luoghi dei prossimi attentati, quasi si trattasse del tour europeo del terrorismo internazionale. “Apologia del terrorismo (…) la polizia non lo arresta come arresta chi fa apologia del fascismo?”.

Una signora, che mi pare di capire essere anche un'insegnante, ha accusato un ragazzo che passeggiava per Santa Croce…

Pubblicato da Giulia Deidda su domenica 22 aprile 2018


E, a ben vedere, si trattava realmente di un tour, ma del gruppo deth metal statunitense Master, che nel 2006 calcava i palchi europei con il loro album Four More Years of Terror . Tuttavia è forse bastato il colore della pelle del ragazzo per far passare in secondo piano la sua passione per growl e chitarroni distorti, ‘sostituiti’ dalla suddetta signora, a quanto pare un’insegnate, con un'”apologia di terrorismo” e l’annesso invito diretto alle forze in modo da fermare l’imminente pericolo.

Allarmata da quanto stava accadendo in rete, il sindaco Giulia Deidda ha deciso di intervenire, optando per la via più ovvia e semplice ma che spesso diventa la più impensabile, ovvero, informarsi. È bastato digitare qualche informazione su Google per scoprire che il ragazzo non portava sulla schiena i luoghi degli attentati, ma quelle dei concerti.

Il sindaco, a sua volta rispondendo al panico attraverso i social network, scrive di diffidenza, pressappochismo, e intolleranza, aggiungendo “Conoscere è la prima regola per poter avere delle opinioni ed è questo che voglio invitare a fare: conoscere le cose nel profondo, non fermarsi all’apparenza perché l’ignoranza e il pregiudizio creano terreno fertile per contrasti sociali che possono diventare irreparabili. E un’insegnante dovrebbe saperlo”.

Insomma, nell’epoca in cui basta davvero poco a scatenare psicosi collettive e annesse fake news che calcano sulla paura del diverso, quello andato in scena è l’ennesima riprova di come basterebbe informarsi prima di ragionare con lo stomaco.

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