Harley Davidson, Rolling a spasso con il mito Sportster

Tra pianura, colline e mare per un giro in sella alla nuova Iron 1200

Un’icona, una leggenda della storia delle due ruote con un motore sotto e un mondo che non perde nemmeno un’unghia del suo fascino con il passare degli anni. Facciamola breve, siamo saliti su uno dei nuovissimi modelli Harley Davidson, abbiamo cominciato a macinare chilometri e ce la siamo goduta parecchio. Per riprendere il discorso con la bicilindrica americana, siamo ripartiti dal marchio Sportster, ovvero quello che un tempo HD utilizzava per le sue moto da competizione e che oggi si è rinnovato con due nuovi modelli, la Forty Eight Special e la Iron 1200.

In particolare, sulla seconda delle due è caduta la nostra scelta per un viaggetto di inizio estate con partenza da Milano, tra rettilinei e curve (dolci), dalla Pianura Padana alle colline emiliane, passando per la costa romagnola e poi ancora verso l’entroterra delle Marche. Un ‘misto’, come direbbero quelli che la sanno lunga, con bagaglio leggero e vento in faccia per assaporare al meglio lo stile Harley.

Lo smalto della Sporster non mente e se dagli anni Cinquanta Harley Davidson continua a scommetterci ci sarà pure un motivo. Snella, agile rispetto a tutte le sorelle maggiori (tutte rinnovate di recente con i nuovi motori), la ‘nostra’ Iron 1200 non è una touring nel senso canonico del termine, diciamolo subito, ma proprio per questo ci piace. Che si sappia, Rolling Stone sale su una Harley, bagaglio essenziale in spalla per qualche giorno a zonzo, bandana calata su mezza faccia e la giornata ci sorride già. Questa Iron (e non veniteci a parlare di moto piccola o moto ‘entry level’ perché proprio non ci siamo) è cresciuta, a partire da un bel motore 1.2 di cilindrata, che la porta tra le grandi e nel cuore di molti harleysti prenderà il posto, c’è da scommetterci, della più piccola Iron 883.

Il piacere di guida c’è, per le vibrazioni che, lo si gusti o no (e noi si) non hanno niente a che vedere con i vecchi motori HD delle ‘good vibrations’. Il fascino non si discute, vuoi per la grafica seventies del nuovo serbatoio (12,5 litri contro gli 8,3 della sorella Forty Eight, rinnovata anche quella in dettagli e grafiche) e vuoi per il manubrio che fa della Iron 1200 un chopper ma non troppo, più alto rispetto all’originale di una ventina di centimetri ma non esagerato. Bello, insomma. Dettagli che contano, per questa Sportser, vuol dire anche un cupolino nero lucido che fila a pennello con la linea generale, come il nero opaco degli scarichi e nel motore. Il resto, dite? Farsi portare, senza fretta e con il ritmo scandito e rock’n’roll del bicilindrico di Milwaukee.

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