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Greenpeace accoglie Trump con un messaggio su San Pietro

Alla vigilia dell'incontro con Papa Francesco, alcuni attivisti hanno proiettato il proprio benvenuto sulla cupola della Basilica

Foto di Stefano Montesi/Corbis via Getty Images

Un messaggio rivolto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, arrivato nelle scorse ore a Roma: «Planet Earth First», prima il pianeta Terra, proiettato a caratteri cubitali sulla cupola di San Pietro dagli attivisti di Greenpeace.

Il benvenuto al presidente da parte dell’organizzazione ambientalista è arrivato proprio alla vigilia dell’incontro di stamattina tra Trump e con Papa Francesco in Vaticano, con gli attivisti che da via della Conciliazione hanno proiettato il messaggio sotto gli occhi degli agenti di Polizia presenti sul posto che, almeno inizialmente, hanno tollerato l’iniziativa perché ritenuta non pericolosa. Solo in un secondo momento sono avvenute le identificazioni mentre, stando alla Questura di Roma, le persone fermate sarebbero otto.

«Prima dell’incontro con il Papa abbiamo voluto consegnare questo messaggio a Trump», ha dichiarato Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International: «Siamo convinti che la sua prima priorità debba essere le persone e il pianeta, non il profitto di chi inquina. Il presidente non può fermare il cambiamento verso fonti di energia pulita e deve, al contrario, accelerarla».

Il proiettore da cui è partito il messaggio degli attivisti di Greenpeace in via della Conciliazione, all’altezza di via della Traspontina. Foto di Stefano Montesi/Corbis via Getty Images

Non è un segreto, infatti, che Trump non sia propriamente un sostenitore della causa ambientalista, basti pensare ai tempi della propaganda elettorale in cui l’allora candidato repubblicano parlava del cambiamento climatico come “un’invenzione” dei cinesi o a come, di recente, abbia abolito alcune misure volute dall’amministrazione Obama per la tutela dell’Pianeta, preferendo favorire le aziende petrolifere e del carbone. Curioso che l’incontro fosse proprio con papa Francesco, che lo scorso 18 giugno 2015 firmava la prima enciclica sull’ambiente, definendo “una priorità” la battaglia al cambiamento climatico, insistendo sul fatto che “i combustibili fossili, altamente inquinanti – specialmente il carbone, ma anche il petrolio e, a un livello minore, il gas – devono essere sostituiti gradualmente e senza ritardi”.

Per Trump sono inoltre giorni determinanti dato che spetterà a lui decidere se gli Stati Uniti – il secondo emettitore di gas serra al mondo – continueranno o meno a far parte dell’Accordo di Parigi, un patto storico con cui 200 Paesi hanno promesso di impegnarsi per contenere entro 1,5 gradi Celsius il riscaldamento globale. Stando ai sondaggi, la grande maggioranze degli americani desidera che il presidente non si ritiri dagli accordi sul clima, proseguendo così il lavoro del suo predecessore.

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