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Forse Tinder ha un piccolo problema con gli omicidi

Sydney Loofe è stata uccisa, smembrata e gettata in un campo da uno dei suoi match. Non è la prima volta, e l'FBI sta indagando

Foto IPA

Sydney Loofe aveva trovato il suo match su Tinder, e prima del secondo appuntamento si sentiva sicura. Non sapeva che sarebbe stato l’ultimo. 24 anni, originaria di Lincoln, Nebraska, il suo corpo è stato ritrovato in un campo, smembrato e conservato in alcune buste della spazzatura.

Lunedì due persone sono state accusate d’omicidio: Bailey Boswell, 24 anni, e Aubrey Trail, 51, attualmente in custodia vicino Saline County e in attesa del processo per omicidio di primo grado e smaltimento di resti umani. L’ultimo messaggio di Sydney Loofe è stato inviato via Snapchat: un selfie e la frase “sono pronta per il mio appuntamento!”, che aveva organizzato per il 15 novembre con Bailey Boswell. Gli amici e la famiglia della vittima hanno capito che c’era qualcosa di strano solo il giorno dopo, quando la ragazza non si è presentata sul posto di lavoro – Menards, una catena di negozi del Midwest. La sua macchina era parcheggiata nel viale d’ingresso di casa. Poche ore dopo la madre ne ha denunciato la scomparsa. I resti del corpo sono stati ritrovati il 4 dicembre.

L’ultima persona a parlare direttamente con la vittima è Terra Gehrig, un’amica: «Sydney mi aveva mandato un messaggio, parlava dell’appuntamento e sembrava molto felice. Non vedeva l’ora di rivedere questa ragazza», ha detto a un quotidiano locale, il Wichita Eagle.

Quando lo scorso autunno il caso è arrivato sulla stampa nazionale, la notizia del “Tinder Murder” ha innescato un’enormità di articoli sulla sicurezza del dating online. I rappresentanti dell’app, come prevedibile, non hanno voluto rispondere alle domande di Rolling Stone, ma hanno pubblicato un comunicato: “Siamo profondamente rattristati da questa orribile tragedia. I nostri pensieri e preghiere vanno alla famiglia della vittima e alle persone che le volevano bene, e siamo pronti a cooperare con le forze dell’ordine”.

Poi, grazie ad un affidavit firmato consegnato alla redazione di Rolling Stone USA, siamo venuti a sapere che Loofe e Boswell hanno comunicato almeno 140 volte prima del secondo appuntamento, quello precedente alla scomparsa della ragazza. L’ultimo messaggio è stato inviato dalla Boswell alle 18,45, avvertiva Sydney di essere arrivata di fronte a casa sua. Gehrig ha spiegato che l’amica era molto attenta alla sua sicurezza, soprattutto prima di uscire con i suoi match. «Mi mandava sempre una foto delle persone con cui usciva», ha detto ai giornalisti. «Mi diceva se l’appuntamento sarebbe stato in casa o in pubblico, mi teneva aggiornata».

Secondo Alex Vasquez, un esperto di sicurezza informatica e dating apps, la cautela è fondamentale quando si esce con una persona conosciuta online. «Non è davvero importante la quantità di informazioni condivisa», dice. «Bisogna capire come queste informazioni possano essere utilizzate per fare ricerca su di te. Non si può conoscere davvero qualcuno attraverso una chat. Non è proprio possibile».

A marzo dello scorso anno, Quartz ha pubblicato un’inchiesta sul tema: “L’FBI colleziona dati a proposito di quella che chiamano romance fraud o sexploitation, aggressioni collegate a siti di appuntamenti”. Huston Pullen, un rappresentante della divisione di Omaha dell’agenzia, ha dichiarato a Rolling Stone che «al momento non ci è permesso parlare delle attività legate al tracciamento degli omicidi legati all’online dating».

Non si può conoscere davvero qualcuno attraverso una chat. Non è proprio possibile

Nonostante i dati raccolti siano ancora pochi, gli omicidi legati a Tinder sono da tempo realtà. Nel dicembre del 2016 una donna 26enne di Città del Messico è scomparsa dopo una serie di appuntamenti con un ragazzo conosciuto sull’app; le sue ossa sono state ritrovate nel bidone della spazzatura vicino all’appartamento del ragazzo, successivamente accusato di aver sciolto il corpo nell’acido dopo che la vittima si è rifiutata di fare sesso. Ad aprile un uomo di Winnipeg, in Canada, è stato accoltellato da due donne e un ragazzo di 18 anni, tutti conosciuti su Tinder. I tre sono stati accusati di rapina, aggressione ed estorsione. Nel 2018, in Nuova Zelanda, una donna è caduta da un balcone mentre scappava da un suo match. Secondo la CNN era stata soffocata e intrappolata. All’inizio l’uomo è stato accusato di omicidio colposo. Due anni dopo è stato prosciolto.

Sydney Loofe è stata smembrata con attrezzi comprati nel vicino Home Depot. La polizia ha impiegato più di otto mesi per raccogliere le prove sufficienti a incriminarli: la coppia abitava a Wilber, in Nebraska, e aveva abbandonato la zona dopo che la polizia aveva individuato le ultime coordinate del cellulare della Loofe. Secondo l’affidavit, la polizia è entrata nella residenza della coppia e ha subito notato un “forte odore di candeggina” proveniente dal piano di sotto: era stata utilizzata per pulire i muri dopo che Trail ha strangolato la vittima con un cavo elettrico.

Inseguiti dalla polizia, Trail e Boswell hanno iniziato a pubblicare alcuni video bizzarri sui social media: dicevano di essere innocenti, che le forze dell’ordine volevano “crocifiggerli” e che si sentivano “inseguiti come cani”. Boswell, poi, ha ammesso di aver visto Loofe la notte della sua scomparsa, ma nonostante avessero “concluso” dice di non averla più vista.

Sono stati trovati dagli agenti federali in un hotel vicino Branson, in Missouri, il 30 novembre. Poi, con i sospetti in custodia, la polizia ha trovato un ulteriore indizio inquietante: le immagini dei due mentre fanno shopping da Home Depot. Era il 15 novembre. “Alle 10,35 del mattino Aubrey Traile Bailey Boswell sono stati visti mentre acquistavano utensili che potrebbero essere stati utilizzati per smembrare il corpo di Sydney Loofe”, dice l’affidavit. “È importante specificare che in quelle ore Sydney Loofe era ancora in vita”.

La tragedia non riguarda solo la scomparsa di una ragazza dopo un paio di appuntamenti con una sconosciuta. Come ha detto all’amica, il primo incontro era stato piacevole, e non vedeva l’ora di rivederla. «Nonostante tutte le critiche che riceve ogni giorno, la gente continua a tornare su app come Tinder», ha detto Vasquez. «Sono facili da usare e permettono di soddisfare fantasie specifiche, dipende tutto da cosa cerchi. Ma è fondamentale capire che le informazioni che pubblichi per presentarti possono essere utilizzate contro di te. Anche se si è molto attenti e si prendono tutte le precauzioni necessarie, bisogna ricordare che c’è chi vuole trarne vantaggio, brutta gente. Con pessime intenzioni».

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