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È stata confermata la morte di Fabrizia Di Lorenzo nell’attentato di Berlino

il ministro degli Esteri Alfano ha confermato che la ragazza originaria di Sulmona è fra le vittime dell'attacco abbattutosi lunedì' sera sul mercato di Natale di Breitscheidplatz

Poche ore fa, il ministro degli esteri Angelino Alfano ha purtroppo confermato la morte di Fabrizia Di Lorenzo, a soli 31 anni, vittima dell’attentato che il 19 novembre si è scagliato su Berlino strappando la vita a 12 persone e ferendone 48, di cui molte lottano fra la vita e la morte.

«La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Affari esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai, c’è la certezza che fra le vittime c’è l’italiana Fabrizia Di Lorenzo – ha comunicato Alfano – Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l’immenso dolore».

Al cordoglio si unisce anche Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto esprimere tutta la sua vicinanza ai famigliari: «Il dolore per la sua morte è grande. Ancora una volta una nostra giovane connazionale rimane, all’estero, vittima della insensata ed esecrabile violenza del terrorismo. Esprimo ai genitori e al fratello di Fabrizia la solidarietà e la vicinanza di tutto il nostro Paese».

Messaggi di condoglianze anche dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, con un messaggio diffuso via Twitter per rendere omaggio alla prima vittima italiana della furia abbattutasi sulla capitale tedesca.

È lutto cittadino a Sulmona, città natale della ragazza, mentre la polizia tedesca è ancora sulle tracce di Anis Amri, il 24enne tunisino ricercato come presunto responsabile dell’attacco di lunedì, i cui documenti sono stati ritrovati nell’abitacolo del tir.

Amri, sbarcato in Italia nel 2011, aveva scontato 4 anni di reclusione per aver partecipato all’incendio del centro accoglienza di Lampedusa; nonostante avesse ricevuto un provvedimento di espulsione, il giovane non è stato mai riammesso nel suo paese. A causa dei suoi precedenti, Amri era da tempo sotto l’occhio delle autorità tedesche anche per la vicinanza al predicatore estremista Abu Walaa.

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