Carognate che non lo erano, l’Editor-in-Chief di Rolling Stone risponde a Linus

Perché la ricostruzione del direttore artistico di Radio Deejay è molto, molto fantasiosa
linus deejay intervista

Caro Linus,
non capiamo questo pentimento tardivo, piuttosto confuso nelle motivazioni. Nessuna “carognata” da parte nostra, eri perfettamente a conoscenza del fatto che l’iniziativa coinvolgesse molte persone.
Il 19 giugno abbiamo mandato una mail all’ufficio stampa di Radio Deejay, con questo testo:

“La copertina del prossimo numero di Rolling Stone sarà dedicata alla situazione politica italiana, in particolare modo all’operato del nuovo Ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Riteniamo che sia il momento di prendere una posizione forte e chiara rispetto ai provvedimenti messi in atto dal nostro Ministro dell’Interno.
Ci aggiorniamo entro giovedì mattina per avere un primo feedback.”

Il 26 giugno ci hai fatto pervenire attraverso il vostro ufficio stampa il tuo testo, che abbiamo pubblicato integralmente. Hai avuto una copia del giornale il giorno prima dell’uscita in edicola. Il sito della radio ha subito pubblicato la news della cover, il giorno dell’uscita. Nessuno era più consapevole di te.

Capiamo che esporsi in questo paese è uno sport pericoloso, e hai tutta la nostra solidarietà per i prevedibili insulti che ti sono arrivati dalle squadracce web; non per questo possiamo accettare che la realtà delle cose venga alterata. Quello che hai affidato ai social cinque giorni dopo l’uscita del giornale appare, quindi, come un attacco strumentale – forse dettato dall’insofferenza agli insulti ricevuti – a un’iniziativa che non aveva nulla di equivoco.
Noi continuiamo a credere che il punto importante non siano gli insulti che riceviamo ma le posizioni e i valori che difendiamo – si parla di diritti umani, non di politica. Che difenderli sia diventata pratica rischiosa non ci esime dal farlo. Liberissimo di dissociarti da te stesso, ma non ci accusare; il nostro messaggio era molto, molto chiaro.

Buon lavoro
Giovanni Robertini, Editor in Chief

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