Calcutta in copertina su Rolling Stone

Un numero speciale dedicato a chi sta cambiando i confini della musica, del cinema e della politica italiana.

«Quando uscì il primo disco di Calcutta Mainstream – inaspettato splendente successo – mi ricordo il coro ultras degli intellò di internet di fronte a versi come “Ho fatto una svastica in centro a Bologna / ma era solo per litigare”», scrive nel suo editoriale il direttore di Rolling Stoneing Stone, Giovanni Robertini. «C’era chi diceva che era “nichilismo facile”, “inquietante ideologia senza ideologia”, “assenza totale di senso e di forza autoriale”. Tutte cazzate». La copertina del nuovo numero di Rolling Stone – un numero speciale, dedicato ai nuovi top player della musica italiana – tira le somme sulle voci cha hanno cantato gli ultimi anni, ritraendo un’invasione ‘silenziosa’, quasi accidentale, partita in punta di piedi con Calcutta e il suo Mainstream – «venuto fuori così senza aspettative», racconta Edoardo nella nostra intervista – fino a travolgere e ribaltare il linguaggio del cantautorato moderno.

Calcutta, forse più di altri, è l’incarnazione di un cambio di sguardo, che dalla canzone ‘necessariamente’ sociale dell’indie anni ’90, la canzone che osservava il mondo attraverso un ‘Noi’ politico e collettivo, ha virato su un ‘Io’ timido, un ‘Io’ generazionale che, dopo la solitudine normalizzata dal post-social network, ora spia dalla cameretta più che osservare. Perché è l’insonnia urlata in Frosinone o il terrore dei legami di Pesto a rendere tangibile l’incertezza dei venti-trentenni di oggi: disarmati nell’epoca apolitica e individualista in cui stiamo vivendo, mentre il futuro, la famiglia o la pensione diventano concetti sempre più estranei. «Calcutta non è la voce della nuova generazione, ma è la nuova generazione», continua l’editoriale di Robertini.

La cover story del nuovo numero di Rolling Stone in edicola da aprile. Foto di Fabio Leidi.

Nell’intervista in edicola sul nuovo numero di Rolling Stone, è lo stesso Calcutta a raccontare quando tutto è iniziato – «Era punk come cosa, suonavo per stare con gli amici e ubriacarmi gratis» –, ora che le sue confessioni messe in musica, personali e per questo universali, hanno ipnotizzato il grande pubblico, senza un motivo definibile, dando vita a epigoni e imitatori come non si vedeva dai tempi di Vasco. Fra le pagine del numero di aprile, tuttavia, il protagonista è il nuovo album in arrivo: una canzone dedicata all’ex calciatore Dario Hübner o un’altra alla Rai, in mezzo titoli come Paracetamolo o Spam, brani tratteggiati da Edoardo sempre alla sua maniera. «L’obiettivo che mi sono dato, un po’ inconsciamente, più che raccontare qualcosa, è quello di fare il pop italiano. Un pop onesto, né troppo antico né troppo moderno. Una cosa che mi piacerebbe ascoltare e che non c’è». L’eco dei Beach Boys e un sussurro di Massimo Ranieri, ma anche la fidanzata punk o la vita da “fuorisede nell’anima” a Bologna.

Lo Stato Sociale racconta passato, presente e futuro dell’avventura a Sanremo. Foto di Federica Lazza.

Un numero speciale, quello di aprile, dedicato a chi sta cambiando i confini della musica in Italia: ecco perché, qualche pagina dopo l’intervista in cui Calcutta anticipa “la sfida al pop” del nuovo disco, c’è chi, come I Ministri, con il nuovo album Fidatevi, sigla un ritorno al vetriolo, oppure chi, come Motta, per noi ha raccontato alla compagna Carolina Crescentini del suo Vivere o Morire, traccia per traccia, spogliandosi di tutto per tornare a seguire i passi del lavoro che sigla la fine dei trent’anni.

Carolina Crescentini intervista Motta per il suo nuovo album ‘Vivere o Morire’. Foto di Claudia Pajewski.

E ancora, Maria Antonietta ci parla della rabbia da ex riot girl per un album, Deluderti, che è l’ossigeno femminile di cui la scena italiana ha più bisogno che mai, o i ragazzi de Lo Stato Sociale, che, in un’intervista collettiva e delirante, raccontano passato, presente e futuro dell’avventura ‘aliena’ di Sanremo. Menzione speciale per due ritorni d’eccellenza: Baustelle e Noyz Narcos, due interviste imperdibili in cui, chi ha fatto scuola nei rispettivi generi, manda ancora una volta tutti fra i banchi, a imparare dai maestri.

«Invidio quelli che ripetono le stesse tre barre per tutto il pezzo. La gente da me si aspetta dei contenuti». Noyz Narcos racconta in esclusiva il suo ritorno. Foto di Andrea Iovine.

Tantissima musica internazionale, con Roger Waters, Jack White, Ben Harper, Dan Auerbach e un caleidoscopio di suoni da scoprire, ma anche il cinema, tassello essenziale del DNA Rolling Stone. Ad aprile in edicola Luca Marinelli racconta del suo ritorno a ‘essere cattivo’ per la nuova serie Trust: lo abbiamo incontrato insieme ai suoi nuovi colleghi, pesi massimi come Hilary Swank, Donald Sutherland e il guru Danny Boyle. Sempre da Hollywood, invece, Javier Bardem ci svela il suo Pablo Escobar mentre Scarlett Johansson e i suoi compagni Avengers fanno lo stesso con il nuovo kolossal firmato Marvel.

Abbiamo incontrato a Hollywood il cast stellare di ‘Avengers’, il racconto esclusivo dell’ultimo kolossal firmato Marvel. Foto Press.

Il nostro omaggio a Stephen Hawking, il tesoro nascosto di David Bowie, il meglio in arrivo tra dischi, libri, film, serie tv e videogame. Lo speciale Italian Affairs, con i ritratti dei nuovi deputati e senatori all’esordio nel nuovo Governo 2018, completa un numero imperdibile con il reportage di Luca Bottura e gli scatti di Guido Catalano, che per noi ha immortalato gli onorevoli più giovani (e rosa) della storia italiana.

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