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Bombardamenti in Siria: da luglio 44 attacchi su strutture sanitarie

Ultimo un ospedale pediatrico di Medici Senza Frontiere, distrutto. Ancora non si sa chi sia il mandante di questi bombardamenti, intanto le vittime nei soli ospedali sono centinaia

Un ospedale pediatrico di Medici Senza Frontiere, distrutto -Foto di Medici Senza Frontiere

Un ospedale pediatrico di Medici Senza Frontiere, distrutto -Foto di Medici Senza Frontiere

Un ospedale pediatrico supportato da Medici Senza Frontiere a Millis, una città a nord della Siria, è stato distrutto dai raid aerei che per tutto il weekend hanno colpito l’area, controllata dalle forze ribelli al regime di Assad. Quattro componenti dello staff medico sono rimasti uccisi assieme ad altre nove persone – di cui cinque bambini e due donne – durante i bombardamenti che hanno colpito direttamente la struttura e nei due attacchi avvenuti nelle zone immediatamente adiacenti.

Il raid ha distrutto gran parte dell’ospedale, compresa la sala operatoria, l’area di terapia intensiva, il reparto pediatrico e l’80% dei dispositivi sanitari, le ambulanze e il generatore dell’edificio. L’ospedale, principalmente adibito a cure pediatriche, forniva assistenza medica a circa 250 pazienti al giorno, per un bacino totale di circa 70.000 persone residenti nell’area di Millis, nella provincia di Idlib, dove moltissime persone sono fuggite dagli scontri che stanno devastando il nord del paese.

Medici Senza Frontiere sosteneva l’ospedale da inizio 2014, con forniture mediche e finanziamenti che consentissero la manutenzione della struttura e allo staff locale di continuare a lavorare.

«Il bombardamento diretto di un altro ospedale in Siria è vergognoso – ha detto la dottoressa Silvia Dalla Tommasina, coordinatore medico delle operazioni di Msf in Siria nord-occidentale – dobbiamo ammirare il coraggio e la dedizione dei medici siriani che continuano a lavorare nel mezzo di un conflitto in cui gli ospedali vengono colpiti regolarmente e sentiamo con forza il dovere di supportarli nel loro lavoro quotidiano per salvare vite umane. Ogni volta che un ospedale viene distrutto, in modo mirato o in attacchi indiscriminati contro le aree civili, i siriani vengono privati di un’altra ancora di salvezza per ricevere cure mediche e sopravvivere. Alcuni ospedali forniscono cure di prima linea ai feriti di guerra, altri forniscono cure di prima linea a donne con gravidanze difficili; tutti loro sono essenziali per salvare vite umane».

Non si sa ancora chi sia il mandante dei bombardamenti – un portavoce del Pentagono ha escluso ogni coinvolgimento del governo statunitense, riferisce il New York Times – tuttavia è impressionante come, nel solo mese di luglio, siano stati registrati 44 attacchi direttamente rivolti a strutture sanitarie di varia tipologia, mentre sono centinaia le vittime dei bombardamenti deliberatamente mirati a colpire gli ospedali: nel solo 2016, infatti, sono sedici gli edifici ospedalieri distrutti da raid aerei appositamente ordinati.

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