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«Anna Frank? Credevo fosse la figlia di Fantozzi», la scusa dei tifosi laziali fa rabbrividire

Alcuni fra gli ultras indagati hanno cercato di difendere gli adesivi antisemiti con cui tappezzarono la Curva della Roma concessa ai supporter biancocelesti lo scorso ottobre per Lazio-Cagliari. Una presa in giro palese che ha mandato il pm su tutte le furie: "Ma lei sta scherzando?".

«Anna Frank? Ah ma non era Mariangela Fantozzi?». Una giustificazione tra il surreale e il grottesco quella avanzata da uno dei quattordici tifosi laziali fermati in seguito al tristemente noto episodio dello scorso ottobre quando, durante la partita Lazio-Cagliari, alcuni ultras biancocelesti tappezzarono con adesivi antisemiti il settore solitamente destinato ai sostenitori romanisti.

La Curva Nord dell’Olimpico era stata chiusa, guarda caso, per gli ululati razzisti indirizzati ad alcuni giocatori del Sassuolo solo qualche settimana prima, ed ecco che Lotito riusciva ad aggirare il veto, escogitando un triplo carpiato burocratico realmente fantozziano per consentire ai supporter della Lazio di accedere alla curva cugina, al popolarissimo costo di 1 euro. Bastava 1 euro, infatti, per godersi la partita da una prospettiva diversa da quella consueta: un ‘viaggio premio’ regalato dal presidente laziale indiscriminatamente, anche agli ultras responsabili dei cori xenofobi che erano costati alla Nord la squalifica. Un escamotage di un’ingenuità spiazzante, quello architettato da Lotito, quasi che il regalo concesso potesse sedare la rivalità storica che intercorre tra le fazioni delle due squadre della Capitale. Un’iniziativa battezzata We fight the racism che suonava molto da pacca sulle spalle con annesso predicone – “almeno per questa partita fate i bravi” – come se, per gli ultras laziali più estremi, la Curva della Roma potesse miracolosamente trasformarsi da trincea nemica a una sala da the cui si è stati invitati per un brunch.

Insomma, com’era quanto meno preventivabile, alcuni tifosi non persero l’occasione per ‘sfregiare’ la Sud, ricoprendola di adesivi antisemiti che ritraevano Anna Frank con addosso la maglia giallorossa. La foto della bambina diventata simbolo della mattanza nazista trasformata in un meme ‘goliardico’, con tanto di didascalia: “Romanista ebreo” e “Romanista Aronne Piperno” le più gettonate. E sarà forse per il rimando al personaggio di origini ebraiche del film Il marchese del Grillo che, un tifoso tra quelli fermati con l’accusa di incitamento all’odio razziale, ha cercato di ribadire la propria passione per il cinema, avanzando una scusa che, se ritenuta credibile, sarebbe in grado di mettere in discussione in un sol colpo il sistema scolastico italiano. «Pensavo fosse la figlia di Fantozzi, Mariangela. Non sapevo si trattasse di un’ebrea deportata».

Affermazione che, come riportato da Il Tempo, avrebbe fatto saltare sulla sedia il pm che stava conducendo l’interrogatorio, su tutte le furie per l’evidente presa in giro, tanto che il grido “Ma lei sta scherzando?” sarebbe riecheggiato lungo i corridoi del tribunale. Fra i 14 indagati, infatti, sarebbero almeno 6 quelli ad aver chiesto di essere interrogati, sperando che lo stratagemma di nascondersi dietro una sbandierata ignoranza sarebbe bastato per un’archiviazione. «Pensavo fosse una bambina comune», ha detto un altro ultras, quasi gli fosse sfuggito il nesso tra la scritta “Romanista ebreo” presente sull’adesivo e il volto ritratto. Nonostante la Procura abbia già notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai 14 tifosi ripresi dalle telecamere, tuttavia, sarà necessario appurare se gli indagati abbiano consapevolmente utilizzato l’immagine per sbeffeggiare gli acerrimi rivali romanisti o se l’alfabetizzazione del tifoso ‘squadrista’ sia effettivamente quella di un giunco.

Non bastava, dunque, tornare a infangare la memoria della tragedia più vergognosa del XX Secolo, banalizzandone uno dei simboli, trascinando nel meme il volto di una bambina diventata suo malgrado testimone diretta dell’olocausto e per l’occasione spogliata del suo significato, addobbandola a “scherno e sfottò da parte di qualche ragazzo”, come si leggeva sui social dopo Lazio-Cagliari. Ora si aggiunge anche la presa in giro, con l’improbabile scambio di persona Anna Frank-Mariangela Fantozzi usata come scusa che spinge ancora più nel banale l’odio antisemita, perché sai che risate a leggere Il Diario, anche se già si dovrebbe sapere come va a finire.

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