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Alexander Van Der Bellen è il nuovo Presidente della Repubblica austriaco

Con la vittoria dei Verdi è stata scongiurata l'idea di un'Austria xenofoba e fuori dall'Europa, così come avanzato in campagna dal rivale Norbert Hofer, leader del partito ultranazionalista

L’Austria è tornata alle urne e ha eletto come suo nuovo Presidente della Repubblica il candidato dei Verdi, Alexander Van Der Bellen, scongiurando così l’ascesa dell’ondata ultranazionalista rappresentata dal diretto concorrente, il leader populista Norbert Hofer.

La vittoria netta, ottenuta con un punteggio di poco superiore al 53% contro il 47% dell’avversario, conferma così quello che era stato il risultato del 22 maggio scorso, quando a trionfare era stato sempre Van Der Bellen ma per appena 31mila voti. Il risultato del ballottaggio, tuttavia, era stato annullato dai giudici della Corte Costituzionale a causa di alcune irregolarità nelle tempistiche e nelle modalità di conteggio dei circa 700mila voti per corrispondenza.

Così come per la tornata di maggio, il campo di battaglia su cui si è giocato lo scontro fra i due candidati è stato il rapporto con l’Europa: ovvero se da una parte Hofer non ha mai nascosto i sentimenti di stampo fortemente nazionalista e radicalmente anti-europeisti del Partito della Libertà di cui era il candidato, Van Der Bellen ha sempre dichiarato il suo amore per l’Unione e “per i vecchi valori di libertà, uguaglianza e solidarietà” che essa rappresenta.

Sventata così la minaccia di un Austria fuori dall’Unione e guidata da un leader che, fino agli ultimi comizi della campagna elettorale, non si era mai risparmiato in una retorica islamofobica e dagli accesi toni ultranazionalisti, nati sull’onda delle paura derivata dalla crisi dei rifugiati, e culminata negli scorsi mesi nelle tensioni diplomatiche tra Roma e Vienna, con quest’ultima pronta a chiudere le proprie frontiere violando così il trattato di Schengen e ponendo inoltre fine al diritto d’asilo in Austria.

Si conti inoltre che, dopo la corrente xenofoba cui sono seguite la vittoria del Brexit così come il trionfo di Donald Trump, guardando ai sondaggi che davano Hofer in vantaggio, si temeva che la sua elezione sarebbe valsa come un pericoloso esempio che altri paesi dell’Europa continentale avrebbero potuto imitare, soprattutto se si guarda in Francia ai crescenti consensi per il partita di estrema destra guidato Marine Le Pen.

L’elezione di Van Der Bellen è stata quindi accolta con un sospiro di sollievo da numerosi rappresentati degli stati membri così come dalle massime personalità dell’Unione, fra cui Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo che, tramite Twitter, ha commentato il risultato delle elezioni austriache definendolo “una sconfitta pesante per il nazionalismo ed il populismo retrogrado e antieuropeo”.

Della stessa opinione, fra gli altri, anche il premier francese uscente Manel Valls – “Il populismo non è inevitabile per l’Europa”, ha scritto su Twitter – così come il vice cancelliere e ministro dell’Economia tedesco, Sigmar Gabriel, che sempre sui social ha accolto il risultato come “un sollievo per tutta l’Europa”, “una vittoria chiara contro il populismo di destra”. In Italia parole d’entusiasmo sono arrivate dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, e dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

Economista e professore alle università di Innsbruck e Vienna, Alexander Van Der Bellen nasce 72 anni fa da una famiglia di profughi sfuggiti all’invasione dell’Estonia da parte dell’Unione Sovietica del 1940. Mosso dalle idee per un’Europa tollerante e multiculturale, il neo Presidente austriaco ha sempre ribadito la propria a volontà di rispondere con solidarietà alla crisi dei rifugiati.

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