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La polizia postale ha scoperto una rete italiana di pedopornografia

Le indagini hanno portato a individuare un "sistema consolidato di vendita online di immagini e video pedopornografici e pornografici autoprodotti da adolescenti e maggiorenni" che venivano venduti online

Screenshot via YouTube/Polizia di Stato

Come riporta l’agenzia ADNKronos, con un’operazione denominata “Pay to see” che ha portato a perquisizioni e sequestri in 12 regioni d’Italia, la polizia postale ha scoperto e bloccato una rete italiana di pedopornografia. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Bari. 

Le indagini sarebbero partite da una segnalazione di due genitori, insospettiti dall’uso che la loro figlia adolescente faceva di alcuni social, e avrebbero portato a individuare un “sistema consolidato di vendita online di immagini e video pedopornografici e pornografici autoprodotti da adolescenti e maggiorenni” che venivano venduti online. Gli accordi venivano presi in chat private a partire da un “listino prezzi” pubblico. 

Già due settimane fa, un’altra operazione della polizia postale, denominata “50 community” aveva portato a 50 perquisizioni, arresti e iscrizioni nel registro degli indagati sempre per detenzione, diffusione e in alcuni casi produzione di materiale pedopornografico, oltre che al sequestro di migliaia di file. In quel caso a coordinare le indagini era stata la procura di Torino e l’operazione aveva interessato tutto il territorio nazionale.

Come riporta un comunicato stampa della polizia in merito, “il materiale illegale è risultato essere molto diversificato passando da foto che rappresentavano scene di nudo ad altre aventi contenuti raccapriccianti, ritraenti vere e proprie violenze sessuali dove le vittime erano spesso neonati; in alcuni casi si è riscontrata la presenza di materiale autoprodotto in ambito familiare”.

 

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