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Il Fentanyl minaccia l’Italia attraverso la Rete

Per la prima volta nel nostro Paese è avvenuto un ingente sequestro di oppiodi sintetici potenzialmente letali. Il contagio non è ancora iniziato, ma è il momento di tenere alta la guardia, dicono i nuclei specializzati dei carabinieri

Pastiglie di Fentanyl reperibili sul mercato nero americano

L’allarme Fentanyl in Italia è stato lanciato decine di volte, accompagnato dal sospiro di sollievo per il fatto che il nostro Paese – e buona parte dell’Europa – non fosse ancora stato raggiunto dal contagio rappresentato da una sostanza che negli Stati Uniti provoca circa 130 morti al giorno. Seppur i decessi per overdose in Italia siano in crescita – accompagnati da un “effervescente” dibattito sul tema droghe -, gli oppioidi sintetici erano rimasti ai margini del fenomeno, visti i rari casi accertati della comparsa delle sostanze sul territorio nazionale. Parliamo di droghe anche 50 volte più potenti dell’eroina, spesso letali.

Una notizia negli scorsi giorni ha fatto però suonare un nuovo campanello d’allarme circa l’incremento della presenza delle cosiddette nuove droghe dentro i confini nazionali. Il 25 febbraio i Nas, dopo alcune segnalazioni di overdose non legate all’assunzione di eroina, hanno infatti sequestrato 20 grammi di una “miscela psicoattiva altamente tossica”, che in quella forma non era mai stata rinvenuta nel continente (e che ora è stata inserita nelle tabelle ministeriali come stupefacente). Con quel quantitativo sarebbe stato possibile fabbricare fino a 20mila dosi.

Marco Cavallo, maggiore dei carabinieri e direttore della sezione Nuove Sostanze Psicoattive e Droghe Sintetiche, ci racconta come è nata l’operazione, e quali sono i rischi quando queste droghe iniziano a circolare per le strade delle nostre città.

Cosa sappiamo in più della sostanza oggetto del sequestro?
Si tratta di un oppioide sintetico della famiglia dei fentanili, una miscela in polvere composta da un derivato del Fentanyl miscelato con un’altra sostanza non psicoattiva. Il sequestro è molto importante per quantità, se paragonato ai precedenti eseguiti in Italia, e nasce da una complessa operazione di controllo sul dark web.

Quanti tipi di fentanili esistono oggi in circolazione?
A livello mondiale sono stati individuati quasi cento molecole con una struttura analoga a quella del Fentanyl, e il numero tende a crescere velocemente a causa della continua ricerca operata dai laboratori illegali. Nel corso di un meeting internazionale organizzato dall’Unodc (lo United Nations Office on Drugs and Crime con sede a Vienna, ndr) lo scorso dicembre scorso, autorevoli esponenti hanno stimato che la famiglia dei fentanili potrà crescere ben oltre le 2mila varianti nel prossimo futuro.

È corretto parlare di eroina sintetica?

In gergo i fentanili sono chiamati così, ma chimicamente non c’è relazione tra le due sostanze, perché l’origine è diversa. L’eroina è prodotta dall’oppio, mentre i fentanili vengono sintetizzati in laboratorio.

Quali sono gli effetti della sostanza?
Quelli degli oppiacei, quindi si tratta di un effetto narcotico che provoca sensazioni di benessere, ma rappresenta una vera minaccia per l’assuntore, anche perché queste molecole sintetiche vengono prodotte illegalmente in siti privi delle minime condizioni di sicurezza, spesso da operatori sprovvisti delle conoscenze medico-scientifiche di base e con l’utilizzo di non meglio conosciute sostanze chimiche, senza alcun controllo. Sensazioni e sintomi variano da persona a persona, anche in relazione a fattori fisici. Queste sostanze possono avere conseguenze nefaste sull’organismo: in Italia si sono registrati i primi casi di decesso a causa di oppiacei sintetici della famiglia dei fentanili o come la U-47700, un nome strano usato per indicare anch’esso un oppioide sintetico.

Come è possibile confezionare 20mila dosi da 20 grammi di prodotto?
Quando si parla di droghe sintetiche i parametri cambiano. Se ci riferiamo alle cosiddette droghe classiche – cannabis, cocaina, eroina -, si parla di grammi e di percentuali di principio attivo; mentre con le droghe sintetiche si ragiona in microgrammi e in base alla tipologia della sostanza psicoattiva. Ecco perché aumenta notevolmente la possibilità che un errore nel dosaggio possa essere fatale per l’assuntore.

Quante nuove sostanze psicoattive sono state individuate per la prima volta in Italia?
Nel 2018 il ministro della Salute ha inserito in tabella 47 nuove sostanze stupefacenti. Ogni volta che ne viene scoperta una, inizia immediatamente la procedura di inserimento. Se invece parliamo di “nuove droghe”, cioè di sostanze che per la prima volta compaiono sul mercato, ma che il DPR 309/1990 già considera a tutti gli effetti stupefacenti, il numero aumenta. Va detto che l’Italia ha un sistema efficiente ed efficace al riguardo, grazie a una virtuosa sinergia tra il dipartimento Politiche Antidroga, il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e la direzione centrale dei Servizi Antidroga. Ai quali si aggiungono gli autorevoli apporti scientifici dell’unità di Tossicologia Forense dell’Università La Sapienza di Roma e del centro Antiveleni di Pavia – Fondazione Maugeri.

Le droghe sintetiche stanno rubando il mercato a quelle classiche?
La situazione internazionale non è omogenea. In Europa, ad esempio, notiamo un trend di crescita delle droghe sintetiche nei paesi del Nord. In alcuni casi hanno addirittura superato le cosiddette droghe classiche. Mentre nei Paesi del Sud, tra i quali l’Italia, il fenomeno, seppur in crescita, non raggiunge gli stessi livelli. Ma i mercati illegali, anche attraverso il web, possono cambiare rapidamente e per questo la minaccia è grande. E costantemente monitorata dalle forze di polizia, come dimostrano i recenti sequestri.

Cosa sappiamo delle fasi di produzione e distribuzione di queste sostanze?
Le ultime indagini ci indicano che la produzione e lo smercio avvengono sia da oltre oceano che dai Paesi europei, soprattutto del Nord. Dietro ci sono organizzazioni che si cimentano nella produzione illegale con metodi del marketing legale. Un sito di produzione illegale, generalmente in ragione della propria grandezza, conta addetti con mansioni diverse: si inizia con l’approvvigionamento dei precursori per la produzione di droghe, poi tocca ai “chimici”, spesso improvvisati e con nozioni di base sui processi di sintesi delle droghe, e infine ci sono coloro che si occupano della spedizione via Internet oppure dello spaccio classico. In Italia le indagini, per ora, escludono la presenza di laboratori clandestini, ma c’è anche in questo caso la massima attenzione sia da parte della direzione centrale per i Servizi Antidroga che delle forze di polizia sul territorio.

Quanto è complicata l’attività di contrasto alla diffusione di queste sostanze?
Se parliamo di droghe sintetiche che si affacciano sul mercato illegale degli stupefacenti, allora dobbiamo parlare anche di Internet e dei suoi mercati virtuali. Per comprendere di cosa parliamo faccio un piccolo esempio: una famosa piattaforma di e-commerce ha pubblicato i dati delle spedizioni e ha comunicato di aver effettuato oltre 4 miliardi di spedizioni in tutto il mondo nel 2017. Il dato rende evidente come parte del commercio mondiale viaggi ormai in Rete. Celare in un pacco piccoli quantitativi di stupefacenti sintetici non è difficile, e rende più complicate le indagini. Ci aiuta la cooperazione internazionale contro i traffici di stupefacenti.

Qualcuno ha paventato il rischio che la produzione di simili sostanze, essendo ogni volta di nuova sintesi e sconosciute, possa non essere punibile?
Parliamo di un mondo in continua evoluzione, quindi è ovviamente possibile che una sostanza non presente sulle tabelle del ministero dalla Salute, per intenderci – quelle allegate al DPR 309/1990, che sanciscono ciò che è droga da ciò che non lo è per la legge italiana – giunga sul mercato illegale. Ma il grado di efficienza del sistema nazionale è alto, e viene spesso portato come esempio a livello internazionale. Ogni sostanza viene analizzata e definita. Se ne appare una nuova, vengono subito attivati sia i canali per la relativa tabellazione che quelli per la tutela della salute dei cittadini. Inoltre molte informazioni, come detto, arrivano dall’estero. Per questa ragione le tabelle ministeriali contengono anche sostanze che non sono mai state rinvenute sul nostro territorio.

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