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È arrivata la marijuana elettronica, ed è molto pericolosa

Vendute sul mercato nero USA, le cartucce contraffatte al THC per il vaping possono causare gravi patologie polmonari: dalla nausea a forme rare di polmonite. Non ci sono ancora dati ufficiali, ma il fenomeno è in crescita e la comunità medica ha lanciato l'allerta

Foto: Jeff Chiu/AP/Shutterstock

Sei settimane fa, un uomo di 18 anni si è presentato al Winthrop Hospital di Long Island, New York, lamentando dolori al torace, nausea, febbre e difficoltà respiratorie. Inizialmente, influenzati dalle radiografie che mostravano della “nebulosità” nei polmoni, i dottori erano convinti si trattasse di polmonite. Nelle 48 ore successive, però, racconta Melodi Pirzada, primario di pneumologia pediatrica, le condizioni del paziente sono peggiorate, ed è stato mandato in terapia intensiva. Nel nuovo reparto gli è stata diagnosticata una sindrome da distress espiratorio acuto (ARDS), una condizione che di solito si presenta in pazienti con seri danni ai polmoni. L’uomo è stato collegato a una macchina respiratoria ed è stato messo in coma farmacologico per una settimana.

I medici erano sconvolti da quanto fosse serio lo stato di salute di un uomo di solo 18 anni. Poi, la madre del paziente si è presentata in ospedale con un oggetto che aveva trovato nel cestino dei rifiuti del figlio. Era la cartuccia di un vaporizzatore della TKO Extracts, una compagnia californiana che vende prodotti al THC; successivamente, la cartuccia si è rivelata un falso, dice Pirzada. Interrogata dai medici, la fidanzata del paziente ha ammesso che il ragazzo aveva utilizzato il vaporizzatore tre giorni prima di presentarsi in ospedale. Dopo un trattamento a base di steroidi, l’uomo si è ripreso, e due settimane dopo è uscito dall’ospedale.

Il giorno successivo è arrivato un altro paziente. I sintomi erano completamente diversi, tra cui alcuni noduli ai polmoni; il ragazzo, 19 anni, tossiva e sentiva dolore al torace, e aveva perso talmente tanto peso in sole due settimane da far pensare ai dottori che si trattasse di cancro. Quando una biopsia ha escluso la prima diagnosi, il paziente ha ammesso che anche lui, nei tre mesi precedenti, aveva fatto uso di cartucce al THC comprate sul mercato nero. (La marijuana è illegale nello stato di New York).

Privada era sconcertata. Nonostante nei suoi 25 anni di carriera abbia lavorato solo su due casi simili, non aveva mai visto due uomini così giovani sviluppare sintomi così gravi in così poco tempo. «Sta diventando spaventoso. Ogni giorno arriva un nuovo paziente», dice. «Tre mesi fa non avevamo questo problema».

In realtà, la storia dei due uomini di Long Island si sta già ripetendo in tutto il paese. Nel frattempo, i rischi collegati alle sigarette elettroniche diventano sempre più evidenti e il CDC ha annunciato di aver trovato 193 potenziali casi (e un morto in Illinois) di seri problemi polmonari collegati al vaping. Non è chiaro quanti di questi siano attribuibili al THC o al normale liquido delle sigarette elettroniche, ma la dottoressa Ileana Arias, vicedirettore del reparto per le malattie non infettive del CDC, ha detto in una conferenza stampa che “molti di questi pazienti” avevano utilizzato prodotti contenenti THC. Il CDC, però, non ha voluto dare dati più specifici.

Solo in California, dove la marijuana è legale anche per uso ricreativo, sono stati certificati 28 potenziali casi di malattie polmonari collegate al vaping di prodotti alla cannabis. Il 12 agosto, il CDPH (il dipartimento di salute della California) ha diffuso un’allerta a proposito di un “gruppo” di almeno sette uomini di Kings County, tutti ricoverati in ospedale tra luglio e agosto 2019 lamentando acuti dolori polmonari, tosse e difficoltà respiratorie, alcuni anche febbre e vomito. Secondo Nancy Gerking, vicedirettore del dipartimento di salute di Kings County, tutti e sette i casi sono stati collegati a cartucce al THC comprate sul mercato nero in “pop-up shops” illegali. Casi simili sono stati registrati anche in Wisconsin e Utah. «È straordinario quanti pazienti siano apparsi negli ultimi mesi», dice il dottor Raj Dasgupta, specializzato in rianimazione all’Università della Southern California.

Alcune cartucce contraffatte vendute sul mercato nero. Foto courtesy of Kings County Department of Health

L’indagine è ancora in corso, e né il CDC né il CDPH hanno voluto specificare quali prodotti o marche siano implicati nei casi. Ma Pirzada è convinta che il collegamento ci sia e sia esclusivo ai prodotti al THC contraffatti, non alle sigarette elettroniche in generale. «Questo è un problema assolutamente nuovo», ha detto.

La dichiarazione suonerà come una vendetta a persone come l’admin di DankbustersOfficial, account Instagram impegnato ad avvertire i consumatori di stare alla larga dalle cartucce al THC in commercio sul mercato nero. L’admin, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha detto a Rolling Stone che le cartucce contraffatte esistono da un decennio, ma che sono diventate molto più diffuse con l’esplosione della moda del vaping, tanto che c’è chi le pubblicizza su Snapchat e Instagram. «I consumatori si sono sentiti dire che questa roba è pulita e sicura, quindi io devo fargli il lavaggio del cervello», dice. Alcuni di questi prodotti sono totalmente fuori dai limiti posti dalla legge, e gli spacciatori li vendono nascosti all’interno delle confezioni di marche conosciute.

Nelle foto che Gerking ha consegnato a Rolling Stone, una delle cartucce è etichettata West Coast Carts, un marchio popolare su Instagram. Un’altra, Dank Vapes, ha dubbie origini sul mercato nero. Nessuna delle due aziende sembra inserita nel registro delle compagnie che producono prodotti alla cannabis del dipartimento di salute della California. Inoltre, a seguito di alcuni esami condotti con la cannabis testing app Doja, è stato confermato che Dank Vapes contiene diversi pesticidi.

Dankbusters ha condotto altri test in laboratorio insieme all’azienda specializzata in analisi di cannabis BelLabs, e ha scoperto che tra i contaminanti più comuni ci sono pesticidi e addirittura un fungicida che se vaporizzato si trasforma in cianuro di idrogeno, una sostanza estremamente tossica usata come arma dall’esercito francese nella Prima Guerra Mondiale. I medici sono preoccupati dalla possibilità che “metalli pesanti, come il piombo contenuto nelle cartucce e nel meccanismo di riscaldamento, possano contaminare i prodotti”, dice Bonnie Goldstein, direttore medico per i Canna-Centers Wellness & Education e consulente per il database Weedmaps.

I test in laboratorio sulla cartuccia del paziente di Pirzada sono risultati positivi non solo per il THC, ma anche per la vitamina E. Se inalata, la vitamina E può causare polmonite lipoidea esogena, una patologia rara provocata dall’inalazione di particelle di grasso, spiega Pirzada. Quando la dottoressa ha inviato i risultati al Dipartimento della Salute, ha scoperto che erano già stati registrati altri due casi di cartucce al THC positive alla vitamina E.

Nonostante la mancanza di regole sul mercato di questi prodotti negli stati americani dove l’uso ricreativo è ancora illegale crei le condizioni ideali per la diffusione delle cartucce del mercato nero, sono gli stati come la California i luoghi più colpiti dal problema, dice l’admin di DankBustersOfficial. «Nei mercati legali gli spacciatori dicono: Ehi, perché entri nel negozio quando posso darti “lo stesso prodotto” a un terzo del prezzo di vendita?», dice.

Su account come DankBustersOfficial e pagine Reddit come r/cleancarts, gli utenti possono scambiarsi consigli su come riconoscere le cartucce false da quelle originali, come analizzare la consistenza dell’olio (dovrebbe essere denso e muoversi lentamente), o trovare il certificato di analisi (COA), dov’è indicato un numero da verificare sul sito ufficiale dell’azienda che l’ha prodotto. Ma anche questi metodi non sono infallibili: gli spacciatori impacchettano i loro prodotti con etichette e confezioni di marche conosciute, e la verità è che non esiste un modo affidabile per scoprire se una cartuccia è reale o un falso. Come spiega l’admin di DankBustersOfficial, «a meno che tu non spenda 800 dollari a cartuccia per i test, non sarai mai sicuro al 100%».

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