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33 minuti con Albertino

È stato uno dei protagonisti di un decennio, i '90, in cui ha trasmesso «bella musica e anche tante cagate». Ora da direttore artistico di m2o vuole dare vita a una radio nuova, in cui comandano le canzoni e non vincono gli algoritmi

Gli anni ’90? «Un periodo pazzesco, in cui c’era tanta bella musica e anche delle grandi cagate. Molte le ho passate io, ne sono consapevole». La radio oggi? «Non ha più la musica al centro, è intrattenimento. Ma sono convinto che ci sia tanta gente in giro che cerca altro». La sua m2o? «Verticale e di genere, in cui si parla poco. Ora che la dance non è più nicchia questa è la start up che sogno». A tu per tu con Albertino, perfettamente a suo agio nella veste di direttore artistico dell’emittente.

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