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Watch Dogs 2

Un po’ di pratica con la San Francisco iperconnessa (e oppressiva) del seguito di “Watch Dogs” La recensione del videogioco su RollingStone.it
4 / 5

In fondo siamo già tutti dei cyborg: lo smartphone che abbiamo sempre in mano è parte integrante di noi. È la prima cosa che cerchiamo la mattina, appena svegli (la seconda, se portate gli occhiali o siete tipi passionali) e quando per qualche motivo ne restiamo senza ci sentiamo persi, proviamo la sindrome dell’arto fantasma. Lo racconta bene un episodio dell’ultima serie di Black Mirror: Lacie, la protagonista (Bryce Dallas Howard), filtra il mondo attraverso l’interfaccia di un social network che assegna a ogni utente un punteggio di popolarità, da cui dipendono status economico e rapporti personali. Poiché è possibile leggere a distanza il ranking di chiunque, nessuno è più sconosciuto: un indicatore sociale molto più efficace di abbigliamento, accento, automobile ecc.
Anche per l’hacker Elliot Anderson, il protagonista della serie tv Mr. Robot, i dati personali di chiunque sono disponibili in pochi istanti. La città è una giungla di linee invisibili che collega ogni telefono, computer, webcam: per chi sa leggere questo alfabeto, i segreti non esistono più.

A metà strada tra la vicina fantascienza di Black Mirror e il realismo (con risvolti hitchcockiani) di Mr. Robot, c’è il videogame Watch Dogs 2, secondo atteso capitolo del successo del 2014. Lo scenario si sposta da Chicago a San Francisco, con una mappa aperta molto più vasta e libera della precedente. Cambia anche il protagonista – per fortuna, perché il precedente eroe, Aiden Pierce, era uno dei personaggi più antipatici visti negli ultimi anni. Ecco ora Marcus Holloway, hacker accusato di un crimine che non ha commesso a causa di un errore del ctOS 2.0, upgrade del sistema operativo più diffuso, il cui funzionamento è stato esteso con compiti di gestione e sicurezza a tutte le maggiori città. È un servizio di sorveglianza totale che, evidentemente, non è infallibile: a smentire il solito argomento per cui chi non ha nulla da nascondere, non ha nulla di cui preoccuparsi. Per difendersi dalle accuse, Marcus entra a far parte di DeadSec, un gruppo di hacktivisti votati a sovvertire questo sistema oppressivo. Mentre Aiden inseguiva la vendetta personale, Marcus desidera una rivoluzione: e già questo è un cambiamento positivo.

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