Home Recensioni

‘Unsane’, nei meandri della mente

Soderbergh da quando ha annunciato la fine della sua carriera sforna solo piccoli capolavori, come questo film, girato interamente con iPhone 7 plus.

Un film sui meandri delle menti malate, ferite a morte, strumentalizzate, devastate, sopravvissute. Un lavoro profondo sulla paranoia, sulla forza di chi lotta e sa che potrà vincere la guerra, ma dei suoi orrori rimarrà vittima.

Un lavoro sulle identità che siamo costretti a indossare, che nascondiamo, reprimiamo. Unsane è un’opera coraggiosa, a livello narrativo e visivo – è girato interamente con iPhone 7 plus, dai grandangoli alle impietose inquadrature della protagonista Claire Foy. Soderbergh, che voleva firmare con uno pseudonimo, da quando ha annunciato la fine della sua carriera sforna solo piccoli capolavori, quasi si fosse liberato da un peso e abbia ritrovato la libertà di racconto degli inizi, la volontà di spaziare tra temi, generi, visioni.

Quest’opera si fonda sul talento e la sensibilità di un cineasta capace di sondare l’animo femminile e i suoi abissi, e dà vita a un thriller che unisce complotti e inchieste, i vicoli ciechi della mente di vittime e carnefici, uno sguardo insano, ma lucidissimo su una comunità di emarginati. C’è dentro Hitchcock come Carpenter in questo film, c’è la denuncia contro
lo stalking e l’indagine sui cittadini al di sopra di ogni sospetto che ci camminano accanto ogni giorno.

Leggi anche