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Tutti insieme appassionatamente a ‘Schmigadoon!’

La nuova miniserie di Apple TV+ tenta di parodiare e insieme rendere omaggio a musical e brani famosi con un super cast made in Broadway. Ma ci riesce solo a volte

Cecily Strong and Keegan-Michael Key in 'Schmigadoon!'

Foto: Apple TV+

«Sai quanto io odi i musical. Le persone non iniziano a cantare di punto in bianco nella vita vera», si lamenta Josh (Keegan-Michael Key) con la fidanzata Melissa (Cecily Strong) all’inizio della nuova miniserie di Apple TV+ Schmigadoon!. In quel momento lui pensa di essere appena incappato in una bizzarra trappola per turisti piena di artisti che scimmiottano i musical degli anni Quaranta e Cinquanta. Solo più tardi la coppia si renderà conto che Schmigadoon è un luogo magico – non diversamente dalla città che dà il titolo al classico di Broadway del 1947 by Lerner e Loewe – dove i numeri musicali sono reali e nessuno dei due può andarsene finché non ha trovato il vero amore, che sia l’altro (la loro relazione ha visto giorni migliori) o uno dei “locali”. Questa scoperta rende Josh ancora più infelice, mentre Melissa è presa da alcuni aspetti della situazione, le canzoni in particolare.

Schmigadoon!, creata da Cinco Paul e Ken Daurio e prodotta, tra gli altri, da Lorne Michaels (con Barry Sonnenfeld alla regia della prima puntata), è fatta apposta per le Melissa e non per i Josh. Se non hai un’adorazione per Rodgers e Hammerstein (che si sono inventati cult di Broadway come Oklahoma!, Carousel, South Pacific, The King and I e The Sound of Music) & C., anche tu sarai ansioso di trovare la via d’uscita. Ma la miniserie tenta di parodiare e nello stesso tempo rendere omaggio a spettacoli e brani famosi, riuscendo a trovare il giusto equilibrio solo a volte. Nonostante un super cast di attori con impressionanti doti vocali e/o curriculum di Broadway, tra cui Alan Cumming (nel ruolo del sindaco Menlove), Kristin Chenoweth ( Mildred Layton), Fred Armisen (il marito di Mildred, il reverendo Layton), Aaron Tveit (il bad boy della città Danny Bailey), Dove Cameron (la ragazza single Betsy), Jaime Camil (il conservatore Doc Lopez) e Jane Krakowski ( un’aristocratica locale) — Schmigadoon! sembra fatta più per riaccendere l’amore per i musical in generale, più che per questo in particolare.

Come il titolo, le sue canzoni raramente cercano di mascherare la loro ispirazione, nel bene e nel male. Il team creativo si diverte un sacco a sottolineare i modi in cui i musical di metà secolo hanno canticchiato di temi come la sessualità, vedi alcuni numeri divertenti come la ginecologa Melissa che insegna a una donna come funziona la riproduzione di una versione simile a Do-Re-Mi di The Sound of Music. Ma quando Danny si lancia in un pastiche à la Soliloquy di Carousel, o quando Mildred Layton manipola la città con un riff su Ya Got Trouble di The Music Man, vi farà venire voglia di vedere Tveit e Chenoweth interpretare direttamente Billy Bigelow o Harold Hill.

Anche se parliamo di un’imitazione, la serie è comunque gradevole e spesso accattivante. I comprimari (tra cui Ariana DeBose nei panni della maestra Emma e Liam Quiring-Nkindi in quelli del balbettante Carson, a un passo da Marion e Winthrop di The Music Man) si lanciano con tutto il cuore nelle canzoni e nel tono generale consapevolmente buffo.

Il problema principale è la coppia protagonista, soprattutto Josh. Entrambi commentano costantemente la stranezza che li circonda e i vari tropi musicali presenti in Schmigadoon. A volte queste osservazioni sono intelligenti – Krakowski sta ovviamente interpretando una versione della Baronessa di The Sound of Music, con Melissa che suggerisce: «Non è mai stato dichiarato esplicitamente, ma penso che tu sia nazista» – ma molto del meta umorismo è una distrazione dal materiale di base, che è già divertente di per sè. Nel frattempo, il brontolio costante di Josh – «È come se The Walking Dead incontrasse Glee!» – è pensato sì come elemento comedy ma anche per creare tensione: è un’altra cosa su cui lui e Melissa non possono essere d’accordo, quando riconnettersi potrebbe essere il loro unico mezzo di fuga. Ma presto le sue lamentele diventano sempre meno fonte di umorismo e sempre più una sorta di auto-difesa da parte dello show, come se stesse cercando di prevenire le obiezioni dello spettatore-tipo che non si metterebbe a guardarlo. E mentre il disprezzo di Josh per la città definisce l’arco del personaggio per l’intera stagione, pare che sia pure la goccia che ha fatto traboccare il vaso: lui e Melissa non hanno alcun interesse a stare insieme, non importa ciò che ne pensa la magica comunità in cui sono capitati.

A volte i commenti di Josh si rivelano più incisivi di quanto forse previsto. Mentre lavora come tuttofare nella scuola di Emma ed è sconcertato dal comportamento dei bambini, a un certo punto si chiede: «Perché ridono? Non è successo niente di così divertente». E questo sembra rispecchiare Schmigadoon! nel suo insieme, tra musica e commedia: ogni cosa ha la forma e la sensazione della realtà, ma molto raramente la sostanza. In sei frizzanti episodi di mezz’ora, la serie scorre via veloce e, a tratti, è anche davvero divertente. Ma non divertente quanto gli scolari, o chiunque a Schmigadoon, pensano che sia tutto intorno a loro.

Da Rolling Stone USA