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Tom Clancy’s The Division 2 – Recensione

A tre anni di distanza dal primo episodio, si passa da New York a una Washington D.C. del futuro, con lo sfondo di una terribile epidemia che scatena i peggiori istinti umani e richiede il nostro pronto intervento

Bella, l'apocalisse a Washington D.C.

A ben vedere, The Division 2 è un calcio sui denti a tutte le certezze che si erano sedimentate in tema di action votati a un mondo online persistente. Perché ci eravamo fatti l’idea che fosse una questione di ritmi veloci ed esplorazioni senza soluzione di continuità, con la necessità impellente di fare squadra perché conta più la quantità che la qualità. E invece il gioco di Ubisoft, seguito di un titolo di buona fattura ma infarcito di parecchi problemi, spariglia le carte. Far parte della famiglia di prodotti Tom Clancy è già di per sé garanzia di vera tattica militare, ma calare il tutto in un contesto online, proiettato in un futuro prossimo credibile, fa scorrere l’adrenalina a fiumi. 

La grafica si attesta su livelli eccellenti.

Gioco di squadra

Ambientato sette mesi dopo i fatti del predecessore, in una Washington D.C. dilaniata da un’epidemia di vaiolo, The Division 2 ci infila in una squadra della Strategic Homeland Division, con lo scopo di riportare la calma tra strade dove pullula la criminalità tipica di uno scenario post-apocalittico. Il bello del titolo sviluppato dagli svedesi di Massive Entertainment, talentuoso team di proprietà di Ubisoft dal 2008, è che puoi giocarlo da solo per qualche ora, senza accorgerti, di punto in bianco, quando vieni sistematicamente fatto fuori, che c’è bisogno di muoversi in gruppo e che la tua sopravvivenza è legata a doppio filo con quella dei tuoi compagni. Ed è allora che The Division 2 mostra tutte le sue potenzialità. Buona parte del divertimento, a questo punto, dipende dalle capacità dei compagni di squadra.

Il gioco di squadra è un elemento quasi imprescindibile, ma se si è particolarmente abili si può procedere anche da soli.

Il punto è che il gioco, a differenza di un Anthem o di un Destiny 2, per fare dei nomi eccellenti, è MOLTO tattico. E questo significa che anche azioni banali, come spostarsi o lanciare una granata, vanno elaborate tenendo conto anche delle possibili conseguenze. Davvero quella granata spazzerà via ogni minaccia, oppure sarà un richiamo per nuovi e più temibili nemici? Davvero attraversare di corsa una strada è il modo migliori per raggiungere il proprio obiettivo, o forse è meglio prendere una via più lunga e tortuosa ed evitare delle possibili trappole?

Tante interazioni

È anche per questo che la copertura diventa essenziale, specie nelle fasi avanzate di gioco. Senza copertura, possibile solo con un buon gioco di squadra, la morte arriva inesorabile e l’esperienza diventa frustrante. E non preoccupatevi per l’apparente linearità del gameplay: in The Division 2 le fazioni sono così ben diversificate tra loro, per obiettivi e caratteristiche d’attacco, che ogni partita è diversa dall’altra. Tra l’altro, rispetto al primo capitolo, l’avventura è arricchita da un sacco di elementi di contorno con i quali è possibile interagire, senza per forza dover sparare a ogni cosa che si muove. 

Vista la natura del titolo è chiaro che il meglio arriva giocandolo con degli amici, magari sfruttando anche le modalità multiplayer più classiche sviluppate da Massive Entertainment, ma il punto di forza di The Division 2 è fa sentire protagonista ogni singolo elemento del gruppo. Ma sempre in modo organico, senza spingere per forza sugli elementi online come invece è palese nell’Anthem di turno. A tutto questo, va da corollario una realizzazione tecnica sopraffina, con un sistema di illuminazione molto realistico, un elevato dettaglio poligonale e ambienti sempre ben caratterizzati, anche se a volte peccano un po’ nel design troppo lineare. 

Verdetto

The Division 2, pur non concretizzando appieno il sogno di un mondo persistente credibile, a oggi rappresenta la migliore esperienza in questo senso, migliorando in ogni aspetto il predecessore e regalandoci missioni dove chi non impara a fare squadra ha vita breve. Mica male.

Produttore: Massive Entertainment

Distributore: Ubisoft

Lo puoi giocare su: PS4, Xbox One, PC