‘Dawn FM’ di The Weeknd è il primo grande disco del 2022 | Rolling Stone Italia
Home Recensioni

‘Dawn FM’ di The Weeknd è il primo grande disco del 2022

Abel Tesfaye non è mai stato così lucido. Ha messo alle spalle tormenti, droghe cattive, sesso casuale. Ispirato da Michael Jackson, ha trasformato le sue ambizioni smisurate in musiche da sogno

The Weeknd

Foto: Brian Ziff

The Weeknd non è sempre stato una popstar. A inizio carriera si rifiutava di rivelare la propria identità e faceva pezzi cupi e pieni di sesso, droga e desiderio. Il suo importantissimo mixtape del 2011 House of Balloons era la colonna sonora stordente di un ciclo infinito di dissolutezze. Pareva quasi non ci fosse alcuna sicurezza dietro a quelle narrazioni e a quel tenore livido impegnato in mormorii e sproloqui sconnessi. O forse era solo il modo con cui cercava d’affrontare l’ennesima notte di pessime decisioni.

E però da quando è entrato nella serie A del pop, The Weeknd ha faticato a mantenere questa sua autenticità. I fan della famigerata compilation del 2012 Trilogy godevano della vita decadente del loro eroe, che cantava come uno che aveva appena passato la notte sotto il ponte d’una metropoli fatiscente ponendosi domande tipo «dove sono finito?» e «che stiamo facendo?». Al contrario e nonostante il tutto il buono che conteneva, Starboy del 2016 sembrava la colonna sonora di una fashion week senza fine. Per fortuna, nel suo quinto album Dawn FM The Weeknd riesce a trasformare le sue ambizioni smisurate in musiche da sogno.

C’è che gli artisti incasinati ci piacciono, siamo onesti. Qualcosa nei profondi recessi della sofferenza che si autoinfliggono riesce a tirarne fuori il meglio. E va tutto bene, sì, finché non si esauriscono. Le 16 canzoni di Dawn FM non raccontano la dipendenza nel modo in cui ci si aspetterebbe da The Weeknd (niente “glass table girls” come in quel tempo popolato da demoni) e sul fronte infedeltà i pezzi contengono momenti di malinconica vulnerabilità al posto delle solite discussioni cariche di tormento. Se c’è una nota di auto-aiuto, qui, è piacevolmente leggera e accessibile. Mettiamola così: è auto-aiuto nella cornice della luce ad anello per i selfie.

“So che non mi lascerai andare in overdose”, canta l’artista di Toronto in Gasoline. E lo fa con un tono che fa sembrare la partner una specie di veggente illuminata pronta a guidarlo in un ritiro spirituale. In Out of Time c’è spazio per un po’ di conforto quando, accompagnato da un’orchestrazione elegante che ricorda il Michael Jackson di Off the Wall, Weeknd confessa: “Ti amo, ma sono fuori tempo / Ora non posso impedirti d’amare un altro, hai fatto la tua scelta”.

Lo spirito di Michael Jackson aleggia su tutto il disco. A Tale by Quincy è un interludio con Quincy Jones in persona, qui in versione introspettiva (“Ripensare al passato è una merda, eh?”), perfetto per i temi del disco, ovvero il successo e l’eccessiva esposizione di sé.

Narrato da Jim Carrey, che veste i panni di uno speaker radiofonico che attraversa mondi, Dawn FM è un disco che parla di una libertà senza confini. In I Heard You’re Married, con il featuring di Lil Wayne, Weeknd attraversa vari piani dell’esistenza come un Kevin Finnerty versione Casanova che poi finisce con la moglie di un altro. Ma a differenza dell’alter-ego dei Soprano, Abel Tesfaye parla con ottimismo della transitorietà delle cose e su un ritmo electro-boogie canta: “Hai detto che volevi farlo ingelosire con un paio di foto / Non pensavi che ti saresti innamorata di me dopo averlo fatto” .

Every Angel Is Terrifying è un monologo sull’aldilà in stile Vanilla Sky. Le strofe utopistiche (“Entrerai in un mondo al di là della tua immaginazione / Un futuro fuori controllo”) rispecchiano i temi del disco, ma ne rallentano l’incedere. Poi arriva Less Than Zero, un brano ritmato che, vedrete, diventerà una hit. Il ritornello, che finirà in un’infinità di balli scolastici, matrimoni e compleanni, ci chiede di abbandonare ogni prudenza: “Non riesco a liberarmi da questa sensazione che striscia nel mio letto / Cerco di nascondermi ma so che mi conosci / Cerco di combattere ma preferirei essere libero”.

The Weeknd ha messo alle spalle i vecchi tormenti e non è mai stato così lucido. E questa nuova lucidità paga, eccome.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

Altre notizie su:  The weeknd