Home Recensioni

The Cranberries, la fine è arrivata

'In the End' è l'emozionante epilogo della storia di una band amatissima, l'ultimo atto di una cantante sofferente. Un ascolto magico

Foto di Andy Earl

Abbiamo tutti i giorni a che fare con la morte, moltissimi dei nostri artisti preferiti non ci sono più e ascoltare la loro voce nei dischi ci risulta pressoché normale. Con un album postumo però entrano in gioco una serie di emozioni che sono difficili da razionalizzare, un misto di commozione e contatto con l’eternità, una strana percezione dello spazio e del tempo. Sicuramente c’è una dose massiccia di suggestione e semplice malinconia, sta di fatto che le undici tracce dell’ultimo album dei Cranberries hanno un carico di emotività enorme che si aggiunge allo spessore di una band amatissima, rendendolo un ascolto magico.

Da un punto di vista prettamente terreno In the End è l’ottavo album di inediti dei Cranberries, nato dai demo che nell’inverno del 2017 il chitarrista Noel Hogan e Dolores O’Riordan avevano iniziato a incidere durante la pausa del tour acustico, causata proprio dai problemi di salute di Dolores. La produzione è stata affidata a Stephen Street che ha prodotto molti dei dischi precedenti della band irlandese e che ha ricostruito attorno ai provini vocali il suono tipico che negli anni Novanta li ha portati al successo.

Il risultato non è soltanto un toccante commiato, ma una celebrazione della vita che assume una portata molto più profondi quando si sente la voce di Dolores cantare, “It’s all an illusion, this is my conclusion, for now“. Durante tutto il disco ci sono moltissimi altri riferimenti alla fine delle cose, ma anche massicce dosi di speranza e felicità da cercare nascoste dietro il senso essenziale dell’esistenza. È doveroso ricordare che in quel periodo Dolores, oltre al calvario della malattia, cercava di mettersi alle spalle un divorzio e tante sofferenze causate da un periodo difficile, al quale, stando ai testi, stava reagendo con gioia e serenità, percepibili anche nella sua inconfondibile voce, che canta quieta e in pace.

Non ha senso addentrarsi più di così negli aspetti puramente musicali dei brani, ma sarebbe anche ingiusto non sottolineare, al di là degli inevitabili pensieri per chi non c’è più, quanto si tratti di un album che tiene altissima la bandiera dei Cranberries, un regalo a tutti i fan che potranno piangere e cantare senza fine.

Altre notizie su:  The cranberries