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The 1975, tanto di tutto. Ma fatto bene

Il terzo disco della band di Matt Healy è il più consapevole finora. Un piccolo bigino per come una rock band dovrebbe suonare nel 2018

È un discreto salto in avanti quello che fanno i The 1975, in quello che potrebbe essere il miglior disco della loro carriera.

Scrollatasi dalle spalle l’etichetta di teen idol (aka band per ragazzini), il gruppo di Matt Healy è riuscito a incidere con credibilità su un disco, pardon, sulle piattaforme streaming che lo ospiteranno, una riflessione sui tempi in cui viviamo. Confusi, certo. Metamoderni, direbbe qualcuno. D’altra parte, le online relationship del titolo da qualche parte dovranno prendere forma.

Il disco non guarda indietro, ma è tutto orientato al futuro, quello prossimo. Mescola citazioni e ispirazioni, tributi a Lil Peep e ai Radiohead (un simil-Siri che legge i passaggi di The Man Who Married a Robot, una Fitter Happier del 2018, i glitch infiniti di How To Draw/Petrichor), ispirazioni da David Foster Wallace. Potrebbe suonare schizofrenico, ma è quello che sono i tempi di oggi.

In più, ha dalla sua una chiarezza di intenti, una coesione davvero complicata da ottenere quando la carne al fuoco è così tanta. E soprattutto, è onesto. Diversi passaggi dei testi (Love It If We Made It, con l’eroina e le scopate in macchina, le droghe che tornano in It’s Not Living, i problemi di cuore di Inside Your Mind) sono un diario aperto sul passato – o presente, chissà – di Healt. E forse è proprio qui la chiave del disco: il nostro confeziona così tante sfaccettature del suo ego in modi così diversi da riuscire a far sembrare tutto coerente.

C’è un po’ di jazz, un po’ di electro, del pop, echi attirittura di rock classic, U2 e dintorni… È il disco del secolo? No, forse neanche quello dell’anno. Ma è un album importante, soprattutto per chi vuole fare musica oggi. Per le migliaia di band che ci provano, che ci sperano. Ecco, se volete prendere un esempio da seguire, prendete questo album. Perché imita così tante cose ma con una personalità sua.

Di moda e fuori moda allo stesso tempo.

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