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Simulacra: ecco cosa succede quando trovi un cellulare smarrito

Abbiamo provato Simulacra, ovvero come finire faccia a faccia col demonio solo per aver provato a restituire un telefono smarrito

Simulacra nasce come gioco Androd/iOS in cui i comandi mimano quelli di un normale cellulare. Su console sono un po’ più scomodi.

Riesci a concepire l’idea di trascorrere anche solo un’ora della tua giornata senza il cellulare a portata di mano? Ovvio, no, nessuno ormai dispone di abbastanza forza di volontà di farlo. Per questo quando ci siamo trovati davanti un cellulare abbandonato al suolo, davanti alla porta di casa nostra, eravamo abbastanza sicuri che qualcuno avrebbe chiamato a breve reclamandolo. Tanto valeva raccoglierlo e aspettare. Le cose però, bisogna ammetterlo, non sono andate esattamente come programmato. Ma andiamo con calma.

Simulacra non è localizzato. Testi e dialoghi sono tutti i inglese. Questi ultimi non sono ben recitati, ad eccezione di quelli della protagonista Sara.

L’importanza della privacy

Contrariamente alle nostre previsioni, Anna non si è fatta viva nei minuti successivi al ritrovamento. Chi è Anna? La proprietaria del cellulare, ovvio. Ah, come facciamo saperlo? Beh, Anna è una bella ragazza con un sacco di qualità, tra cui una fiducia smodata verso il prossimo che l’ha portata a non prevedere un sistema di blocco o di verifica all’accesso del suo cellulare. Ciò significa che in attesa della sua chiamata abbiamo potuto curiosare un po’ qua e là tra le sue applicazioni. Nulla di torbido e senza intenzioni maligne, chiaro. Giusto un po’ di curiosità. Una breve scrollata nelle foto: non c’è nulla di che, se non qualche file corrotto. Vabbè, ci possiamo fermare. Dai, giusto un altroo sguardo a Jabbr, che sembra tanto Twitter, ma anche qui nulla di interessante. A questo punto, visto che il telefono non squilla, ci convinciamo che non lo stiamo facendo per il gusto di curiosare nella vita di un’estranea, ma per trovare informazioni utili a ricontattarla. Caduti i freni inibitori, non ci poniamo più limiti. Vloggr purtroppo ci richiede una mail e una password di cui non disponiamo, ma tutto il resto si rivela accessibile senza particolari problemi. Dopo un tuffo nei messaggi e una lettura approfondita delle mail, la vita di Anna non ha più grossi segreti per noi, a partire da quella testa di cazzo del suo ex ragazzo fino alla mamma decisamente invadente. A un passo dalla fine del divertimento, il telefono però inizia a vibrare e un nome appare sullo schermo: Greg. Oh-oh.

Le svolte horror nella trama si presentano attraverso filmati da sbloccare recuperando parti di informazioni nelle varie app.

Chi l’ha vista?

Chi è Greg? È l’ex ragazzo di Anna: lo sapreste anche voi se vi foste tuffati come noi in quel delirio di chat passivo-aggressiva in cui questo semi Neanderthal cercava di far sentire in colpa Anna per aver smesso di risponderle dopo quel che aveva fatto. Ovviamente anche noi evitiamo di rispondere, ma Greg a quel punto inizia a scrivere. E non è il solo. C’è anche quel tizio a cui abbiamo dato uno Swipe a destra su Spark: ops. Beh, in fondo era il meno peggio in quella galleria degli orrori, anche se dobbiamo ammettere che i suoi doppi sensi potrebbero a mettere in difficoltà anche un camionista. Nel frattempo si è fatta viva anche la miglior amica di Anna. Gestire tre conversazioni contemporaneamente non è facile, soprattutto se abbiamo deciso di non raccontare a nessuno della scomparsa della legittima propietaria, a eccezione del tipo su Spark: lui comunque non la conosce, e qualche consiglio può fare comodo, peccato che il tipo sia un imbecille totale e il telefono sembri… ehm, posseduto. Ok, sembra strano dirlo, ma le interferenze iniziano a farsi sempre più inquietanti: ogni tanto appaiono brevi scorci di video in cui Anna è terrorizzata e nella stanza buia sembra di percepire presenze inquietanti. Suggestioni, sicuro, meglio pensarla così. Anche perché ora Greg è a casa di Anna, nel frattempo ha scoperto che abbiamo noi il suo telefono e ha bisogno del nostro aiuto per entrate e vedere cosa succede. È il caso di fidarci?

Oltre alla ricerca di informazioni, il gioco propone anche piccoli puzzle in cui ricombinare messaggi o immagini che appaiono danneggiati.

Le cinque vite di Anna

Da questo momento in poi, il destino di Anna è legato a doppio filo alle nostre decisioni. O forse sarebbe meglio direi i cinque destini a cui Anna può andare incontro, cinque come i possibili finali di Simulacra. Un gioco che parte da una situazione di fondo ordinaria, ma che muovendosi sul confine tra thriller e horror è riuscito a portarci in territori per nulla banali, scontati o rassicuranti.

Produttore: Kaigan Games

Distributore: Wales Interactive

Lo puoi giocare su: Android, iOS, Switch, Xbox One, PS4, PC   

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