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‘Sex Education’, chi non vorrebbe una madre guru del sesso?

Da 'Big Mouth' ad 'American Vandal', Netflix ha una sorprendente affinità con le teen-sex comedy che sono sì volgari ma pure molto sincere. E questa non è da meno, complici anche gli interpreti: da una strepitosa Gillian Anderson a un perfetto Asa Butterfield nei panni del figlio.

Credit: Sam Taylor/Netflix

“I rapporti possono essere meravigliosi”, racconta Jean Milburn al figlio Otis. “Ma possono anche causare un dolore tremendo. E se non stai attento, il sesso può distruggere delle vite”.

Jean lo sa bene. Fa la terapista sessuale e ha scritto bestseller sull’argomento, ma il suo matrimonio con il padre di Otis (pure lui terapista sessuale e anche suo ex co-autore) è finito perché lui non smetteva di tradirla. Anche Otis lo sa bene, dal momento che testimoniare le imprudenze del padre e vedere in che modo hanno distrutto il matrimonio dei suoi genitori lo ha reso un adolescente praticamente asessuato. Ha paura di masturbarsi e il tentativo di perdere la verginità con una ragazza impaziente che va a scuola con lui gli causa un attacco di panico.

Ma anche se Otis non riesce ad avere rapporti sessuali, ne sa fin troppo, grazie al fatto di essere cresciuto con una madre avventurosamente carnale come Jean e di aver periodicamente origliato le sue sedute con i clienti. Così, quando lui e l’emarginata della scuola, Maeve, una ragazza sorprendentemente brillante, si rendono conto che i loro compagni di classe hanno mille problemi in camera da letto, mettono in piedi una attività di terapia sessuale non autorizzata: Maeve trova i clienti e Otis dispensa saggi consigli.

È questo il punto di partenza di Sex Education, la meravigliosa comedy inglese di Netflix con Gillian Anderson nei panni di Jean, Asa Butterfield nel ruolo di Otis ed Emma Mackey in quello Maeve (8 episodi, di 50 minuti circa). Netflix ha una sorprendente affinità con le commedie sessuali teen che sono volgari ma insieme sincere, come la serie animata surreale Big Mouth o l’inaspettato American Vandal. Sex Education, creata da Laurie Nunn, si inserisce bene in quel gruppo – uno dei personaggi viene persino filmato mentre disegna con la vernice spray un gigantesco cazzo su un muro della scuola – passando da humor schietto a una considerazione più delicata della vita emotiva dei suoi personaggi.

Inizialmente lo show si affida un po’ troppo a battute esplicite. Si apre, per esempio, su un bullo della scuola ben dotato ma sessualmente disfunzionale, Adam (Connor Swindells) che simula un orgasmo con la fidanzata Aimee (Aimee Lou Wood), la quale chiede dov’è “lo sperma”. Sulle prime battute, la serie sembra voler dimostrare, proprio come Adam, una confidenza sessuale che in realtà non sente. Ma è un’introduzione efficace ai modi in cui Otis, Maeve e il migliore amico queer di Otis, Eric (Ncuti Gatwa), scoprono quanto la maggior parte dei loro compagni di classe sia spaventata e poco preparata per affrontare l’argomento. Gran parte dei consigli di Otis finiscono per non parlare della tecnica, ma delle emozioni alla base di ogni problema: difficoltà che una coppia di vecchi amici che si sono messi insieme probabilmente non dovrebbe avere, o che Aimee abbia bisogno di capire che cosa la rende felice piuttosto che concentrarsi sui bisogni del suo ultimo sexy fidanzato. La serie riconosce che sia il sesso che l’identità sessuale possono sembrare ridicoli o terrificanti, a seconda delle circostanze, con il percorso di auto-scoperta di Eric che affronta entrambi, spesso in modo potente.

Dopo un po’ Jean retrocede sullo sfondo, ma la Anderson – sfoggiando una favolosa chioma biondo platino, una varietà di tute sciancrate e l’accento inglese che ha usato per The Fall – è una delizia comica. (La sua entusiastica interpretazione della frase “man milk” rimarrà con voi). E non sorprende che l’attrice sia fantastica nei momenti più drammatici, quelli in cui Jean cerca di aiutare suo figlio ad affrontare il proprio trauma. Butterfield è super affascinante, palesemente vulnerabile e abile con le battute, come l’eroe di un film che John Hughes ha scritto per un giovane John Cusack ma che non è mai riuscito a realizzare. (La colonna sonora è piena di brani anni Ottanta, vedi Dancing With Myself durante uno dei tentativi falliti di Otis di auto-gratificarsi). Mackey, Gatwa e il resto del giovane cast raggiungono tutti livelli più profondi rispetto ai tipi familiari che interpretano, anche la cricca delle ragazze perfide (e dei ragazzi) soprannominati gli Intoccabili. C’è un personaggio che all’inizio è un cliché e che alla fine si rivela esserne uno diverso, un po’ più moderno, ma a tutti gli altri ragazzi hanno spazio per sorprendere e risultare piacevolmente umani. Aimee, ad esempio, sembra superficiale e debole, ma nel tempo si rivela essere una persona dolce che sta su un’altra frequenza rispetto ai suoi compagni di classe.

Come avverte Jean, il sesso può distruggere vite. Ma può anche fornire elementi espliciti e delicati per una nuova teen comedy come questa.

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