Se vi piacciono gli scary movie che citano gli scary movie e prendono per il culo gli scary movie, allora amerete il nuovo ‘Scream’ | Rolling Stone Italia
Home Recensioni

Se vi piacciono gli scary movie che citano gli scary movie e prendono per il culo gli scary movie, allora amerete il nuovo ‘Scream’

L’episodio 5 (ma i numeri sono stati aboliti) della saga di Wes Craven è un esercizio ‘meta’ che tiene insieme effetto nostalgia e rinnovata tensione. Per cui è stato coniato un termine ad hoc: ‘requel’. E non sarà l’unico…

Ghostface nel nuovo ‘Scream’

Foto: Paramount Pictures

Ci sono regole che in qualsiasi film horror vanno rispettate, se vuole sopravvivere: non bisogna mai fare sesso, mai bere o assumere droghe, mai dire “Torno subito”. Ma ci sono anche regole da rispettare per i personaggi che vogliono far parte di un meta-horror, in primis: essere molto versatili rispetto alle classiche regole dei film dell’orrore, soprattutto i grandi classici (vedi le saghe di Halloween, Venerdì 13, Nightmare). Devi essere un fan del genere per riconoscere tutte le potenziali situazioni a rischio – non andare in cantina se sei in una casa in mezzo al bosco! Evita treni, feste di San Valentino e balli di fine anno! – ma non un fanatico tale da indossare una maschera e far strage dei tuoi compagni di scuola. E se sei comparso nel primo film della saga in questione e sei ancora vivo, cerca di vedere tutti i film del “metaverso” in cui potresti capitare di nuovo, nel caso in cui l’arte volesse imitare la vita che imita l’arte… insomma, è un cane che si mangia la coda.

Un quarto di secolo fa, Scream strizzò l’occhio e insieme fece a pezzi l’immaginario pop dando per scontato che gli spettatori conoscessero molto bene tutte le regole suddette e il modo in cui funzionano quei film. Lo sceneggiatore Kevin Williamson e il regista Wes Craven si produssero in numeri da equilibristi per mettere insieme citazioni semiserie rivolte a chi era cresciuto con le videocassette dei film horror e una tensione che eguagliava quella dei classici del genere. In un decennio caratterizzato da un postmodernismo e un virtuosismo molto consapevoli (gli anni ’60 avevano avuto Godard e Dylan, ma i ’90 ci hanno dato Tarantino e Beck), il film campione d’incassi del 1996 si poggiava solidamente su una sagace consapevolezza – oltre che sulla maschera diventata un marchio di fabbrica. E quando sono partite serie come quella di Stab e Scary Movie, che citavano e parodiavano quei i massacri visti in Scream, ci siamo trovati di fronte a una specie di illusione ottica di Escher: una specie di infinito horror che girava su sé stesso, in un circolo vizioso senza fine.

Avanzamento veloce fino ai giorni nostri, ed ecco che il brand torna con un effetto nostalgia ancora più dirompente, anche se la natura di questo franchise e della sua fanbase è profondamente cambiata, nel corso del tempo. Lo Scream del 2022 non è altro che un aggiornamento ben consapevole del fatto che oggi la domanda non è più “Ma quanto erano fighi quei film?”, quanto “Come posso tornare ragazzino anche solo per un po’?”. Dopo una rinfrescata dell’incipit originale – anche qui c’è una telefonata in cui la voce sinistra di Roger L. Jackson chiede alla babysitter di turno se le piacciono i film horror – veniamo a sapere che c’è un nuovo Ghostface a Woodsboro. Una delle potenziali vittime, Tara Carpenter (Jenna Ortega), finisce in ospedale. La sorella che non vedeva da tempo, Sam (Melissa Barrera), torna nella sua città natale per prendersi cura di lei. Entrambe sono in qualche modo collegate ai delitti avvenuti molto tempo prima, ma soltanto una di loro lo sa.

I compagni di scuola di Tara – il solito gruppetto di sportivoni, nerd, emo e weirdo assortiti – son già pronti a trasformarsi in detective improvvisati per scoprire chi si nasconde dietro il killer mascherato della Generazione Z. Tra loro c’è Richie (il Jack Quaid della serie The Boys), il fidanzato di Tara. Nel frattempo, l’aumento esponenziale di cadaveri in città spinge l’ex vicesceriffo Dewey Riley (David Arquette) a ricontattare Sidney Prescott (Neve Campbell) e Gale Weathers (Courtney Cox), che ora vive a New York ed è diventata una popolare conduttrice. È a questo punto che la più sveglia di questa specie di novella Scooby Gang, ovvero la Jasmin Savoy Brown appena vista in Yellowjackets, capisce che non si tratta di semplici omicidi in serie: sono tutti finiti nel bel mezzo di un “requel”.

Già, un requel: la creatura à la Frankenstein che fa convivere i personaggi originali dell’amatissima saga con new entry capaci di dare nuova linfa al franchise. Il nuovo Scream è al tempo stesso un reboot e un sequel, un “ritorno alle origini” e un reset dopo troppi seguiti decisamente mediocri. Se il tuo film fa parte di una saga, ma come in questo caso decidi di togliere il numero dell’episodio in questione dal titolo, allora forse è così che ottieni un requel. Dio perdoni tutti quelli per cui il brand Scream è una sorta di religione.

Neve Campbell e Courteney Cox tornano nel quinto capitolo di ‘Scream’. Foto: Paramount Pictures

Dire di più porterebbe a rivelare troppi spoiler, ci basterà osservare che quel tipo di fanbase tossica è esattamente ciò a cui il nuovo Scream si rivolge con i suoi meta-omicidi. Ed è, questa, la modalità più intelligente per riportare in vita un soggetto sbrodolato in troppi diversi franchise e nuovi universi cinematografici; nonché un modo per tornare all’essenza dell’originale, che i fan stessi sono titolati a proteggere con i loro ricordi. Il fatto di voler coinvolgere così direttamente gli spettatori più affezionati della saga porta a continui riferimenti e citazioni dagli altri capitoli, anche a costo, in alcuni momenti, di far implodere su sé stesso questo nuovo episodio. È difficile dire cosa il duo di registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett (gli stessi dietro l’ugualmente sfacciato Finché morte non ci separi) e gli sceneggiatori James Vanderbilt (Zodiac) e Guy Busick (Castle Rock) siano stati chiamati a fare esattamente. Ma si vede che in mano hanno un’ascia, e la impugnano per fare provocatoriamente a pezzi il cult che hanno di fronte.

Vi piacciono gli “scary movie” che parlano di “scary movie” e che a volte vogliono pure prendere per il culo quegli “scary movie”? Allora amerete il nuovo Scream. Preferite invece gli horror non così furbi e citazionisti sulla loro stessa natura, e che non fanno questi meta-salti su loro stessi? Allora state alla larga da questo film, anche se vanta tantissimi puristi fin dai tempi della primissima telefonata alla sventurata Drew Barrymore. In ogni caso, chiunque non può non rendere merito a questo quinto episodio che fa il dito medio a tutto ciò che è stata la saga finora, riuscendo al contempo a regalare un’ottima dose di tensione. Se il nuovo Scream non vi piacerà, state comunque attenti: potrebbero venire a cercarvi nel prossimo requel.

Da Rolling Stone USA