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‘Russian Doll’, la recensione: una rivelazione dopo l’altra

Natasha Lyonne è una continua sorpresa per lo show di Netflix dove si muore senza sosta

“L’universo vuole prendersi gioco di me, e io mi rifiuto di giocare”, dice Nadia, interpretata da Natasha Lyonne, all’inizio della nuova commedia Russian Doll di Netflix. Co-creato da Lyonne (insieme a Amy Poehler e al regista di Sleeping With Other People, Leslye Headland), la serie è incentrata su Nadia, una designer di videogiochi che continua a morire dopo la sua festa per il 36esimo compleanno, solo per rianimarsi un momento prima nella stessa notte. È una deliziosa miscela di Ricomincio da capo e il tuo film preferito di Noah Baumbach su degli eccentrici e iper-articolati newyorkesi – e un caso classico di un attore così non convenzionale da dover scrivere per se stesso dopo aver capito che nessun altro sa come farlo.

Lyonne è in giro da sempre (ha avuto un ruolo ricorrente in Pee-Wee’s Playhouse quando aveva sette anni) e, dopo le battaglie con varie dipendenze e altri problemi di salute che hanno messo a rischio la sua vita nei primi anni 2000, è riuscita a far risorgere la sua carriera (tra cui il suo ruolo in Orange Is the New Black). È un arco narrativo personale che mette chiaramente im evidenza i costanti contatti di Nadia con la sua stessa mortalità. Ma Lyonne è una presenza dello schermo così idiosincratica – per non dire così distintamente New York/ebrea/aggressiva – che la maggior parte dei ruoli che ha interpretato, in particolare da adulta, si sono a malapena disturbati di scavare sotto la superficie del personaggio.

Il ruolo di Nadia, d’altra parte, è inconfondibilmente Lyonne (e inconfondibilmente New York, come quando parla del suo gattino domestico, Oatmeal, definendolo “un gatto deli”). È più profondo e più complesso di qualsiasi altra cosa abbia interpretato fin dai tempi della sua adolescenza, in film indie come L’altra faccia di Beverly Hills e Gonne al bivio (il regista di quest’ultimo, Jamie Babbitt, ha diretto diversi episodi della serie). Nadia non è mai proprio ciò che le persone si aspettano. La performance di Lyonne è intensa e divertente nella sua sciocca fisicità, si pavoneggia nel suo quartiere con un mix di energia nervosa, troppo sicura di sé, mentre il personaggio cerca una via per uscire dal loop infinito in cui è intrappolata.

Gran parte del divertimento della serie è nelle sue sorprese – non solo i molti modi in cui Nadia finisce per morire, ma le cose con cui è costretta a confrontarsi in prima persona e insieme a tutti gli amici che ha cercato di tenere a distanza per tre decenni e mezzo (molto incasinati) su questo pianeta. E mentre è un mezzo per crescere per Lyonne, lo spettacolo è anche generoso con gli artisti che interpretano il suo circolo sociale non così a fuoco. Greta Lee e Rebecca Henderson interpretano gli artisti il ​​cui appartamento è l’ambientazione sia per la festa che per il punto di ripartenza della strana nuova esistenza di Nadia. Yul Vazquez e Jeremy Bobb si presentano come possibili amanti nelle diverse timeline. Elizabeth Ashley e Chloë Sevigny (una delle amiche più intime della vita di Lyonne) interpretano personaggi importanti dell’infanzia di Nadia e Charlie Barnett è uno sconosciuto ansioso che si ritrova coinvolto nel mistero della sua immortalità.

La serie è così incentrata sulla storia complicata di Nadia e sulla solitudine studiata, che permette a Russian Doll di essere sia una commedia che una tragedia. Gran parte della situazione di Nadia è davvero assurda: “I think a guy who gave me a haircut yesterday may have died tomorrow yesterday“. Ma lo show non perde mai di vista il fatto che lei sta morendo, di continuo, spesso davanti a persone che si preoccupano di lei più di quanto lei stessa ammetterebbe. Questa miscela di toni e la mania controllata della brillante performance di Lyonne trasformano Russian Doll come qualcosa di completamente nuovo, anche se è pesca da diverse influenze.

Speriamo che Lyonne continui a realizzare altri progetti come questo, o che altri creatori guardino Russian Doll e finalmente comprendano tutte le cose che si possono fare in un solo ruolo. Lei è spettacolare, e così è lo spettacolo.