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Paolo Cognetti – Le Otto Montagne

Leggi su Rollingstone.it la recensione del nuovo libro di Paolo Cognetti, "Le Otto Montagne"

Caso letterario prima ancora della pubblicazione (è già stato venduto in 22 Paesi, cosa rara per un romanzo italiano) è la terza opera montanara di Cognetti, dopo Il ragazzo selvatico e alcune ispirazioni di A pesca nelle pozze più profonde. È il racconto di un apprendistato all’amicizia e alla vita, attraverso il rapporto tra Pietro, il protagonista, e Bruno, un ragazzino che abita nel paesino ai piedi del Monte Rosa, dove Pietro e i genitori trascorrono l’estate. Bruno è nel suo habitat (cura le vacche e in agosto parte con i parenti per raggiungere un alpeggio), mentre Pietro è un ragazzino di città, che viene iniziato all’amore per la montagna dalla madre, assistente sociale, e dal padre, un uomo irrequieto confinato alla prigione del lavoro in città, spesso imperscrutabile, ma capace di grandi dolcezze. In narrativa non ci sono temi più universali del paesaggio, dell’amicizia e del diventare adulti, e la scrittura di Cognetti si fa classica (ed elegante) per raccontare al meglio questa storia. Credo sia per questo che Le otto montagne è stato così apprezzato all’estero. Per molti, quando si parla di romanzo a tema “montagna” la prima cosa che viene in mente è Mauro Corona, e le sue elegie minime da eremita in divisa. Qui non c’è niente di tutto questo. C’è solo il romanzo vero di un bravo scrittore.

La recensione è stata pubblicata su Rolling Stone di novembre. Potete leggere l'edizione digitale della rivista, basta cliccare sulle icone che trovi qui sotto.
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Leggi su Rollingstone.it la recensione del nuovo libro di Paolo Cognetti, "Le Otto Montagne"

Caso letterario prima ancora della pubblicazione (è già stato venduto in 22 Paesi, cosa rara per un romanzo italiano) è la terza opera montanara di Cognetti, dopo Il ragazzo selvatico e alcune ispirazioni di A pesca nelle pozze più profonde. È il racconto di un apprendistato all’amicizia e alla vita, attraverso il rapporto tra Pietro, il protagonista, e Bruno, un ragazzino che abita nel paesino ai piedi del Monte Rosa, dove Pietro e i genitori trascorrono l’estate. Bruno è nel suo habitat (cura le vacche e in agosto parte con i parenti per raggiungere un alpeggio), mentre Pietro è un ragazzino di città, che viene iniziato all’amore per la montagna dalla madre, assistente sociale, e dal padre, un uomo irrequieto confinato alla prigione del lavoro in città, spesso imperscrutabile, ma capace di grandi dolcezze. In narrativa non ci sono temi più universali del paesaggio, dell’amicizia e del diventare adulti, e la scrittura di Cognetti si fa classica (ed elegante) per raccontare al meglio questa storia. Credo sia per questo che Le otto montagne è stato così apprezzato all’estero. Per molti, quando si parla di romanzo a tema “montagna” la prima cosa che viene in mente è Mauro Corona, e le sue elegie minime da eremita in divisa. Qui non c’è niente di tutto questo. C’è solo il romanzo vero di un bravo scrittore.

La recensione è stata pubblicata su Rolling Stone di novembre.
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