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Oninaki e la rivoluzione del gioco di ruolo

Per la prima volta dalla sua fondazione, il team Tokyo RPG Factory cerca di uscire dalla comfort zone dei GDR tradizionali. Per ridefinire un genere, però, serve tanto coraggio

Oninaki è disponibile per PS4, Nintendo Switch e PC.

Quanto può, la religione, influenzare la vita delle persone? Ha senso combattere per un presente insoddisfacente, davanti alle promesse di un’alternativa migliore? Con Oninaki, terza fatica del team Tokyo RPG Factory, assistiamo al tentativo di rispondere a queste domande. A toccare un tema tanto delicato è uno studio interno di Square Enix che, nei suoi lavori passati, si era fatto apprezzare per un’aderenza nostalgica ai GDR dell’era 16 bit, con i classici combattimenti a turni e una narrazione tradizionale. Con Oninaki il talentuoso gruppo di sviluppatori omaggia un’altra saga del passato, quella di Secret of Mana, riportando in auge un sistema di combattimento in tempo reale e cercando di esplorare nuovi sentieri in campo narrativo. Lo fa, però, senza rinunciare a sperimentare, con risultati altalenanti. Da questo approccio nasce un titolo con un notevole potenziale, ma senza il coraggio necessario per rinnovare un genere alla disperata ricerca di nuova linfa vitale.

Gli scontri con i nemici sparsi all’interno delle ambientazioni non sono mai troppo complicati, anche grazie al gran numero di oggetti curativi e di checkpoint dove salvare e ripristinare la salute.

Tears in Heaven

Nel mondo in cui si svolgono le vicende di Oninaki, la reincarnazione fa parte del ciclo esistenziale di ogni persona. Quando arriva la morte di qualcuno, il suo trapasso deve essere affrontato con un sorriso, perché eventuali rimpianti impediscono una reincarnazione serena, vincolando lo spirito a questo mondo e trasformandolo in un Lost. Ai Watcher è affidato l’ingrato compito di aiutare i Lost a recidere ogni legame con il mondo reale, così da permettergli un trapasso sereno. In diverse occasioni, l’unico modo per farlo è eliminare fisicamente le persone che, anche inconsciamente, impediscono al Lost di completare il processo di reincarnazione. In questi casi, però, il sacrificio non viene visto come un atto negativo, ma viene affrontato di buon grado, nella speranza di trovare una vita migliore una volta reincarnati. Quello raccontato in Oninaki è un approccio alla vita estremamente codardo, che sotto molti punti di vista ricorda quello dei trentenni di oggi. Il coraggio di lottare per far funzionare le cose anche nei momenti più cupi, infatti, è appannaggio di un numero sempre inferiore di persone e quella di mollare alle prime difficoltà è una pratica tristemente diffusa. Lo dimostrano il numero record di divorzi e di separazioni, l’aumento anche fuori dal Giappone dei casi di “Hikikomori”, o “shut in” e, più in generale, la tendenza a preferire le relazioni virtuali a quelle reali. In un mondo in cui siamo abituati a spiare le vite apparentemente perfette ostentate sui social network, ogni macchia nella nostra esistenza appare ingigantita e intollerabile, al punto da volersene sbarazzare al più presto. Dopo aver confezionato un incipit tanto potente, gli sviluppatori non sono riusciti a svilupparlo in modo adeguato. Crogiolandosi nei toni malinconici impostati nelle prime fasi del racconto, Oninaki non riesce mai a decollare e commette l’errore di affidarsi a colpi di scena spesso troppo prevedibili. Sono rare le occasioni in cui gli sviluppi della storia colgono di sorpresa il giocatore e, quando accade, l’assenza di un adeguato lavoro di preparazione emotiva verso il giocatore, impedisce di provare l’empatia che ci si aspetterebbe.

Tecnicamente parlando il gioco si affida a modelli poligonali super deformed più dettagliati rispetto ai progetti precedenti dello stesso team.

Born as Ghosts

Dopo anni di duro addestramento i Watcher sono in grado di affrontare in combattimento ogni genere di creatura. Lo fanno sfruttando varie armi, da quelle corpo a corpo a quelle a lunga gittata. A distinguere i Watcher dai guerrieri tradizionali, però, è il legame con i Daemon, spiriti guerrieri privi di memoria e a dir poco letali in battaglia. Queste entità possono essere trovate esplorando le ambientazioni e, una volta stipulato il legame, possono essere migliorati spendendo i punti accumulati con il loro utilizzo. La crescita dei Daemon viene gestita tramite complessi skill tree molto simili alla sferigrafia di Final Fantasy X. Da qui è possibile sbloccare nuove abilità (attive e passive) e sbloccare i ricordi di ogni spirito, rafforzando così il legame con il Watcher. Una volta evocati, i Daemon possono sfruttare un massimo di quattro abilità differenti, liberamente personalizzabili e legate a tempi di ricarica più o meno lungi in base alla loro potenza. Il protagonista può associare a quattro tasti di scelta rapida altrettanti Daemon, così da creare la configurazione ideale per ogni tipo di combattimento. Cambiando il Daemon evocato, cambia anche l’arma usata dal Watcher, oltre a un’abilità secondaria che influenza in modo evidente le strategie belliche. L’affascinante Aisha, per esempio, mette a disposizione una rapida scivolata con cui schivare gli attacchi dei nemici. Zaav, dal canto suo, permette di equipaggiare una pesante lancia e di eseguire utili salti con cui sorprendere gli avversari. Trovare la combinazione ideale di Daemon è un elemento chiave del sistema di combattimento e rende l’esperienza piacevole e appassionante.

In molte occasioni, compresi i combattimenti, la colonna sonora è colpevolmente assente! Quando l’accompagnamento musicale si degna di farsi sentire, però, si rivela sempre gradevole.

Fight it Out

L’unico problema di questo genere di struttura è che ogni Daemon deve essere sviluppato singolarmente. Visto che i punti per acquisire nuove abilità si ottengono solo attraverso l’uso in battaglia di questi spiriti, ogni volta che ci si imbatte in un nuovo compagno d’avventura è necessario schierarlo per farlo crescere. Purtroppo in questo modo si deve rinunciare ai vantaggi garantiti da un Daemon già sviluppato, rendendo tutto più difficile. Proprio per questo, soprattutto giocando ai livelli di difficoltà più alti, ci si vede costretti ad affrontare più e più volte gli avversari “minori”, così da far accumulare esperienza ai nuovi alleati e sbloccare il minimo indispensabile per essere di nuovo competitivi. A causa di questa modalità di sviluppo non è raro preferire l’utilizzo di pochi Daemon bilanciati, a discapito di una sperimentazione che, di fatto, migliorerebbe l’intera esperienza. Fortunatamente la bontà del sistema di combattimento in tempo reale rende tutto questo meno frustrante. Affrontare le creature che popolano i due mondi del gioco (quello fisico e quello spirituale) è sempre un piacere, complice anche il pizzico di strategia necessario per sfruttare a dovere la meccanica dell’affinità. Ogni volta che un attacco normale va a segno, l’affinità con il Daemon schierato aumenta. Una volta raggiunto il 100% si può “manifestare” il proprio alleato spirituale, azzerando l’affinità e godendo per qualche istante di utili bonus. La manifestazione è una tecnica molto potente che può rivelarsi preziosa negli scontri con i boss. I giocatori più temerari, tuttavia, possono portare l’affinità al 200% e rinunciare alla manifestazione. Così facendo, infatti, si ottiene un notevole incremento dell’attacco, a discapito della difesa.

L’esplorazione richiede di passare costantemente dal mondo fisico a quello spirituale. Sotto questo punto di vista Oninaki ricorda l’indimenticabile Legacy of Kain.

You Can’t Hurry Love

Oninaki è un gioco di ruolo interessante con delle criticità difficili da ignorare. L’impostazione votata al “grinding” per lo sviluppo dei singoli Daemon rischia di scoraggiare la sperimentazione, privando il titolo di uno dei suoi punti di forza. Nonostante le ottime premesse, inoltre, la storia non riesce a coinvolgere come dovrebbe. Si tratta di un difetto importante, per un’esperienza della durata di circa 30 ore. Nonostante questo, ci troviamo di fronte a un prodotto di buon livello, tecnicamente gradevole, con cui gli sviluppatori hanno cercato di allontanarsi dalla sicurezza dell’impostazione classica dei suoi primi due progetti. Per il momento consigliamo l’acquisto solo ai fan del genere, ma invitiamo tutti a prenderlo in considerazione dopo eventuali cali di prezzo.

Produttore: Square Enix

Distributore: Square Enix

Lo puoi giocare su: Nintendo Switch, PlayStation 4, PC

 

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