Rolling Stone Italia

Noyz Narcos è tornato, salutate il Re

Forse "Enemy" sarà l'ultimo album del Re di Roma, sicuramente è il migliore finora.
5 / 5

Ormai sono anni che Noyz Narcos vive a Milano. Se capiti in zona 24 Maggio – Corso Ticinese – Colonne, le probabilità di incontrarlo sono altissime, tipo tre su cinque. Lo becchi che si fuma una sigaretta, lo becchi che si beve una birra con i suoi amici: lo becchi sempre. Così spesso, che a volte tendo a dimenticare che non fuma solo sigarette e beve birre ma è un rapper e fa i dischi.

Giravano voci che questo Enemy fosse l’ultimo album di Noyz Narcos. Un ultimo disco e poi basta, giusto per mettere definitivamente fine alle discussioni su quale sia il migliore in Italia. “Devo pompa’ ‘sta merda pe’ spiega’ ‘sta merda / Stronzi come voi, ve serve il nuovo disco der Noyz” mette subito in chiaro in Mic Check, appena prima che quell’altro mitra di Salmo si metta a chiudere rime che nessuno ha mai sentito tipo “Sono giù con doppia enne / Bruciamo questi fiori come streghe di Salemme”. Ebbene, Noyz ci è riuscito.

Si era capito già dal primo singolo Sinnò Me Moro che questa volta Noyz avrebbe scosso un’altra volta non solo il rap game, ma proprio la scena musicale italiana. In un momento in cui Paradiso gioca a fare il Venditti degli anni Ottanta, Giorgio Poi fa un po’ il verso a Battisti e tutti i rapper sono tutto uno SKRRRRTTT e sciroppo, Noyz e il suo Skinny si mettono a campionare la canzone popolare romana mandando a casa tutti con un loop di Gabriella Ferri che canta “Vojo restà con te / Sinnò Me Moro”. Una scelta bellissima oltre che geniale, perché ha il doppio vantaggio di un ricordare una voce incantevole, che ci ha lasciato ormai da 14 anni, e di riportare nel presente un elemento folkloristic-popolare ingiustamente snobbato per colpa di un’eterna esterofilia. Roba da far sembrare Liberato una boy band.

Noyz riesce persino a far passare a Coez questa sbronza da canzoni innamorate e radiofoniche facendogli cantare un intero ritornello sugli Sputapalline, cioè gli spacciatori che conservano in bocca i pezzi di coca. E quel che è meglio è che nonostante possa vantarsi dei nomi più hype in circolazione attualmente nel nostro Paese—Salmo, Rkomi, Capo Plaza, Carl Brave e Franco 126 o Achille Lauro—Emanuele Frasca rende il meglio quando è da solo, come un Re. Lui e una base. Come in Niente X Niente e Lone Star, che sono i due veri capolavori di Enemy.

“Il mio passato ammassato in cantina dai miei / tornassi indietro lo stesso farei” dice Noyz, appena prima che Carl Brave e Franco 126 aggiungano altra ombra a Borotalco con il loro autotune sussurrato e le rime che ti ritrovi a rimuginare per tutto il giorno. Rifarebbe tutto, dai Truceboys a In The Panchine, da La Calda Notte, e quel video col Chicoria che onestamente non si può vedere, all’arresto per possesso di stupefacenti su cui ci ricamarono un po’ tutti all’epoca.

Enemy è già diventato l’opera prima di Noyz Narcos, e nessuno sa (forse nemmeno lui) se sarà davvero l’ultima della sua carriera. Il primo che lo becca in Ticinese glielo chieda.

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