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‘Nel cuore della notte’, dentro la rete del poeta

Un viaggio in pullman diventa l'occasione per ripercorrere la notte che è calata sulla vita di un uomo. Con i suoi sogni di artista, i suoi lutti e le perdite che non si possono in alcun modo rimarginare

Paris, Texas

Nel cuore della notte, un bellissimo titolo che ci porta nel cuore di altre tenebre. C’è la notte, quella in cui un uomo – un poeta – racconta la propria storia a uno sconosciuto (un ragazzo in viaggio con la fidanzata e con le sue idiosincrasie da occidentale: “la scomodità etica della stuoia”) sopra a un pullman pieno di turisti diretti verso un vulcano-totem, in un indistinto Paese tropicale.

E poi ci sono tutte le notti trascorse, quelle che affiorano dal racconto del poeta in un lungo monologo, provocatorio e doloroso: notti passate al buio ad ascoltare le parole di Harry Dean Stanton in Paris, Texas (“I knew these people, these two people, they were in love with each other”), ore di devozione verso la Rete, dove affidare il vuoto lasciato dai corpi all’accanimento di altri corpi, nell’aftermath di un lutto che si può solo subire e non raccontare: la perdita di una figlia, e con lei di una donna e dell’idea stessa di amore romantico.

“La Rete ha regalato ai poeti sfigati come me una seconda possibilità: irretire, eccitare, denudare”, dice l’uomo, “e io, uscito da una monogamia totale, da una naturale fedeltà alla carne dell’unica donna che avessi mai conosciuto, luttuoso e inquieto, c’ero sprofondato”. Ma un poeta che rimorchia in chat può creare un nuovo linguaggio – “Eros, Thanatos e iOS” – e diventare “una materia oscena, estroflessa, dispersa nella Rete come in tanti specchi di narcisismo onanista”.

Paris, Texas

Saranno proprio questi specchi di narcisismo ad abitare la seconda parte del racconto, fantasmi generati dalla Rete, pronti a sabotare la costruzione meticolosa (e quindi insincera?) di un sogno più vivibile: il riavvicinamento della donna perduta, la riconquista di un corpo e di un’altra seconda possibilità, il successo che arriva come un’ondata benevola e subdola sulla coppia ricomposta, l’ascesa politica per lei, la pubblicazione di un libro per lui.

Come in Cuore di tenebra di Conrad, il racconto dell’uomo prende il sopravvento sulla realtà contingente, il pullman diventa l’incubatore di parole che possono solo esondare, martoriate e sensuali, nell’attesa che il vulcano si stagli in fulgida visione fuori dalla notte.

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