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Mortal Kombat 11 – Recensione

Ci siamo presi un po' di tempo per dissezionare al meglio il nuovo picchiaduro di NetherRealms e spiegarvi perché piace da morire a molti e molto meno ad altri: ma davvero in medio stat virtus?

Anche se l’eccellente qualità visiva potrebbe far pensare il contrario, Mortal Kombat XI non è stato sviluppato con l’Unreal Engine 4. Il motore è una versione ottimizzate dell’UE3.

In quasi 30 anni di storia la saga di Mortal Kombat ha saputo evolversi costantemente per sopravvivere allo scorrere del tempo. Nonostante le innumerevoli polemiche legate alla violenza esagerata, tuttavia, la serie creata da Ed Boon non ha mai messo in discussione quella caratteristica così riconoscibile, andando avanti per la propria strada incurante delle critiche e delle polemiche. L’ultimo capitolo di questa storica epopea non fa eccezione e offre litri di sangue, un sistema di combattimento rivisitato, un comparto tecnico eccellente e una mole di contenuti capace di tenere i giocatori incollati al joypad per mesi. Sul fronte stilistico sono molti gli aspetti che ricordano l’episodio precedente, quel Mortal Kombat X che introdusse le X-Ray e le animazioni che accompagnavano i colpi più dolorosi. Anche in Mortal Kombat 11 i ritmi degli scontri vengono scanditi da ossa spezzate, organi spappolati e altri attacchi visibilmente dolorosi, per poi chiudersi con le iconiche Fatality.

Nella Kripta, sviluppata come un’avventura in terza persona, si possono sbloccare i contenuti nascosti. La distribuzione nelle casse è casuale, quasi a voler imitare le famigerate loot box.

Benvenuti a Bloodywood

NetherRealms fa parte della schiera di sviluppatori di giochi di combattimento che valorizzano la storia dei propri titoli. A differenza di rivali storici come Street Fighter, Mortal Kombat ha sempre affiancato una linea narrativa robusta a un sistema di combattimento ricco e sfaccettato. Con l’undicesimo capitolo della serie Ed Boon ha deciso di fare le cose in grande e di proporre una modalità Campagna ancor più curata. Senza rinunciare allo stile da B-Movie anni 90 tipico delle avventure di Raiden e della sua banda di combattenti, la storia di Mortal Kombat 11 ha il merito di riunire dramma, azione over the top, romanticismo e commedia in un unico pacchetto, dalla regia e dalla fotografia degne di Hollywood. Un adattamento cinematografico di questa campagna darebbe vita a un ottimo film d’azione, a patto di intervenire sui pochi scivoloni ancora presenti. In un periodo storico in cui i viaggi nel tempo sono tornati di moda grazie a End Game, la battaglia contro Kronika, il nuovo villain della serie, garantisce diverse ore di puro divertimento, con tanto di bivi interattivi e di finali multipli.

Il gioco è dotato di tutte le opzioni necessarie per venire incontro all’esport. La violenza sopra le righe, però, potrebbe rappresentare un problema per la crescita competitiva del titolo.

Un piacevole ritorno alle origini

La costante evoluzione del gameplay nel tentativo di appagare il pubblico ha col tempo influenzato l’intero sistema di combattimento di Mortal Kombat. L’aggiunta della corsa aveva alzato troppo i ritmi degli scontri e allungato la durata delle combo, rendendo gli scambi fin troppo frenetici. Mortal Kombat 11 rappresenta un gradito ritorno alle origini. L’assenza della corsa rallenta l’azione, permettendo un approccio più ragionato alle sfide e costringendo a sfruttare al meglio tutti i colpi a disposizione. Questo non vuol dire che le opzioni a disposizione del giocatore siano diminuite. NetherRealms ha infatti inserito un gran numero di meccaniche offensive e difensive, che con l’investimento delle apposite barre permettono di reagire a ogni genere di situazione. Per imparare a sfruttare al meglio queste tecniche è disponibile una corposa modalità di allenamento, oltre dei migliori tutorial sulla piazza. Oltre ad apprendere i rudimenti del sistema di combattimento, grazie a queste lezioni si possono imparare le basi di ogni simulatore di lotta. Concetti come il gioco neutrale, gli hit confirm e l’uso dei frame vengono spiegati in modo chiaro e conciso, a dimostrazione di come un numero sempre maggiore di sviluppatori abbia capito l’importanza di insegnare al pubblico come approcciarsi a questo genere.

Per ogni personaggio sono disponibili diverse varianti. Due sono specifiche per i tornei, ma giocando con gli amici si possono perfino creare da zero, personalizzando al massimo il proprio stile di gioco.

Lacrime, sangue e loot box

Quando in un videogioco sono presenti troppe valute virtuali, è lecito mettersi sulla difensiva. In passato, per sbloccare i contenuti segreti bastava portare a termine le varie modalità. Col tempo sono state aggiunte valute virtuali che, una volta accumulate giocando, permettevano di sbloccare tutti i contenuti. Negli ultimi anni le valute nei giochi si sono moltiplicate e i modi per ottenerle sono diventati monotoni e macchinosi, così da spingere gli utenti a mettere mano al portafoglio per velocizzare il processo. Molti contenuti di Mortal Kombat 11 devono essere acquistati con una delle numerose valute nel gioco, oppure pagando soldi reali. Purtroppo le valute virtuali si ottengono solo tramite le modalità online, a un ritmo così lento da rendere quasi obbligatorio l’uso del denaro reale. Abbiamo volutamente atteso qualche giorno per vedere come avrebbe reagito NetherRealms alle critiche portate a questo sistema, ma oltre a ritoccare verso il basso la difficoltà delle Torri online, non è stato fatto molto altro. È un vero peccato, perché questa dinamica danneggia un prodotto altrimenti eccellente, dotato di grande personalità e capace di soddisfare sia i professionisti che i giocatori alle prime armi.

Produttore: Warner Bros. Interactive Entertainment

Distributore: Halifax/Digital Bros

Lo puoi giocare su: PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PC