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Medievil: un ritorno con le ossa tutte a posto

Siete pronti a vestire i panni di un eroe in carne e ossa? O meglio, in ossa, perché la carne è sparita da tempo...

Anche con una lucente corazza indosso, non si può certo dire che Daniel Fortesque abbia il fisico tipico dell’eroe.

Daniel Fortesque. Il grande Daniel Fortesque. L’immarcescibile Daniel Fortesque. No, seriamente, chi è Daniel Fortesque? O meglio, chi era? Un eroe che ha perso la vita combattendo contro il malvagio Zarok? O forse un goffo soldato perito miseramente alla prima carica, che per una serie di fortunati eventi è ricordato per un gesto che non ha mai compiuto? Un uomo che si destreggiava abilmente con qualunque tipo di arma o che rischiava di affettarsi da solo quando maneggiava una spada? Domande, domande, domande. Per le risposte, leggete quanto segue. 

Combattimenti e un pizzico di esplorazione. Questi sono gli elementi cardine della struttura di gioco di MediEvil.

Il ritorno di un “eroe”

Fortesque era un fesso. Mistero risolto. Un fesso che ha una possibilità di redenzione, e che può finalmente rendere onore a una fama immeritata. Può davvero sconfiggere Zarok, ma per riuscirci deve compiere un’impresa che non gli era mai riuscita da vivo. Deve combattere. Deve farsi strada contro un vasto campionario di mostri che comprende, tra gli altri, spaventapasseri, zombie, zucche, pirati e mummie. Deve attraversare ambientazioni che nascondono insidie e segreti, cercando di conquistare la stima delle anime dei veri eroi e, soprattutto, di ottenere il loro aiuto sotto forma di nuove armi. Partendo dalla sua tomba, il lungo viaggio di Daniel non segue un percorso lineare, ma propone una mappa all’interno della quale è possibile spostarsi con una moderata libertà. Livello dopo livello si aprono nuovi spazi, si creano nuovi percorsi, e si ottengono risorse con cui procedere. O, in alcuni casi, con cui tornare indietro in un luogo già visitato per sbloccare qualcosa che precedentemente era inaccessibile. Ogni passo è come una tessera di un puzzle, che una volta completato dovrebbe rappresentare un ritrovato (o meglio un inedito) eroe. Ma non è un’impresa facile. MediEvil non è un titolo che può essere affrontato a cuor leggero e, per quanto non impossibile, rappresenta una discreta sfida. I nemici sono presenti in gran numero, sono abbastanza aggressivi e, in alcuni casi, davvero resistenti. Insomma, sono dei bastardi, dei cattivi comandati da altri cattivi, gli immancabili boss che costringeranno Fortesque a fare uso di tutto il suo arsenale. Parate con lo scudo, rapide schivate, colpi di spada, frecce scagliate dalla distanza. Una sequenza di attacchi che compongono un combat system snello e funzionale, non eccessivamente tecnico ma che non riduce mai gli scontri a un semplice e alquanto banale button mashing.

Il comparto grafico risplende grazie a nuovi modelli e a una palette di colori particolarmente accesi e intensi.

Nostalgia, nostalgia canaglia…

La mente rivolta al passato. Un tuffo indietro di vent’anni, mese più, mese meno. Gli occhi scrutano, osservano, studiano. Notano come tante cose siano ancora lì, al loro posto. Uguali a sé stesse, eppure diverse. Più definite. Più colorate. Più belle. In una parola sola, più tutto. Perché MediEvil oggi, nel suo remake per PS4, è un vero piacere da ammirare. Basta guardare un video dell’originale e metterlo a confronto con quanto scorre sui nostri monitor per rendersi conto di un paio di cose. La prima è che la tecnologia ha fatto passi da gigante. La seconda è che il lavoro di Other Ocean Emeryville, almeno per quanto riguarda il comparto estetico, è stato davvero notevole. Ambientazioni e personaggi risaltano nello splendore dell’alta definizione, anche grazie alla scelta di una palette cromatica a dir poco brillante. Se il Medievil del 1998 adottava tinte più cupe, con una patina d’oscurità che avvolgeva ogni livello, il tuffo nel 2019 ha portato a un’esplosione di colori. Le novità non si limitano però a un mero abbellimento della componente grafica, ma riguardano anche alcuni elementi di gioco. Il più importante è l’inquadratura, colpevole di aver causato non pochi esaurimenti nervosi su PSone. La telecamera, che nella sua versione originale definiremmo con un garbato eufemismo ballerina, è ora più stabile, meglio posizionata ed evita di incastrarsi in posizioni che non consentono una corretta visuale. Sempre. Anzi, quasi sempre. Ci siamo infatti imbattuti in alcune situazioni problematiche, che ci hanno tornare fatto per qualche istante ai “fasti” del passato. Per fortuna si è trattato di istanti, momenti di breve durata che non hanno inficiato quanto di buono proposto da MediEvil. E non è poco. Senza poter aspirare alla qualifica di capolavoro, l’avventura di Daniel Fortesque riesce a essere ancora oggi piacevole da affrontare. Per i giocatori più stagionati, l’effetto nostalgia è assicurato (mezza stellina in più se siete over 35-40 che hanno adorato l’originale), mentre chi si trova di fronte a qualcosa di nuovo deve aver ben chiaro in mente cosa aspettarsi: un action game discretamente divertente, abbastanza impegnativo e con una buona dose di humour.

Produttore: Sony

Distributore: Sony

Lo puoi giocare su: PS4