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‘Maria Regina di Scozia’: inchinatevi a Saoirse Ronan e Margot Robbie

Le due attrici nominate all'Oscar danno grazia e grinta a quello che altrimenti sarebbe un convenzionale period piece.
3.5 / 5

Saoirse Ronan e Margot Robbie si meritano inchini e riverenze per il fuoco femminista che hanno infuso in Maria Regina di Scozia, il dramma ambientato nel XVI secolo che incasina quel tanto che basta i fatti storici per non essere catalogato come un sussidiario. Nell’anno de La Favorita, il film radicalmente volubile e irriverente di Yorgos Lanthimos, che ha scombussolato in modo esilarante il regno settecentesco della regina Anna, suggerendo che la sua corte fosse gestita da un romantico ménage à trois, quest’altro lungometraggio in costume sembra piuttosto monotono. Ma c’è qualche consolazione.

La Ronan usa il suo talento per interpretare il ruolo della sovrana cattolica che credeva di avere più diritto al trono britannico della cugina protestante, Elisabetta I, la regina vergine, impersonata da Margot Robbie. Dal momento che il film inizia con un flash-forward di Maria Stuarda con la testa sul ceppo, anche quelli che si sono appisolati durante la lezione di storia scopriranno quale delle due alla fine ha avuto la corona.

Le due reggenti non si sono mai incontrate davvero – sebbene lo facciano qui, per gentile concessione di una sceneggiatura di Beau Willimon (House of Cards). E onore alla regista Josie Rourke – al suo debutto al cinema – per aver tenuto in movimento la macchina da presa e non semplicemente fatto affidamento sul suo talento teatrale di direttore artistico della Donmar Warehouse di Londra. Fino al climax del loro incontro, la versione ultra-poetica di una ricongiunzione, allestita tra sipari fluttuanti, Maria ed Elizabeth si scontrano restando in sfere separate. L’ironia è che le due regine erano spiriti affini, irritate da tutti gli uomini che volevano controllarle e dicevano loro cosa fare – come, ad esempio, il fratellastro di Maria, il conte di Moray (James McArdle).

Dopo la morte del marito, il re di Francia Francesco II, la cattolica Maria, a soli 18 anni, torna in Scozia per affrontare i protestanti guidati da John Knox (un ringhiante David Tennant). È convinta che avendo un figlio riuscirà a unire le fazioni in guerra del suo Paese. Più facile a dirsi che a farsi. Eppure la scaltra Maria riesce facilmente a rimanere incinta del suo secondo marito, Lord Darnley (Jack Lowden), anche se è chiaro che lui preferisca il letto del consigliere gay di sua moglie Rizzio (Ismael Cruz Cordova). Un modo per riscaldare quei castelli scozzesi pieni di spifferi.

La situazione non è altrettanto sensuale a Londra dove Elisabetta, sempre sospettosa, tiene gli uomini a distanza e si copre il viso con il trucco bianco per nascondere le cicatrici lasciate dal vaiolo. La Robbie si dedica totalmente al ruolo: quel naso finto e la parrucca color carota non sembrano troppo. Il film funziona meglio quando mostra come, in tempi più favorevoli all’amicizia tra donne al potere, le due regine avrebbero potuto essere sorelle anche senza avere legami di sangue. Nella scorsa stagione dei premi, sia Saoirse Ronan (Lady Bird) che Margot Robbie (Tonya) sono state nominate per l’Oscar come miglior attrice. E anche quando il ritmo del film vacilla, le performance delle due star ti tengono incollato allo schermo. Questa sì che è regalità.

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