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Little Simz ti fa ridere, piangere, incazzare

Nel nuovo 'No Thank You' la rapper inglese è audace e originale, pacata e tagliente, carismatica e versatile. Ti seduce e colpisce allo stomaco. E ti ricorda che cosa significa essere neri oggi
4 / 5

Little Simz potrebbe essere una reporter della BBC. Le sue canzoni hanno il tono d’un servizio televisivo pacato, ma tagliente. Piacevole e al tempo stesso irriverente, è un po’ Regina degli scacchi e un po’ Top Boy. Ed è carismatica e versatile quanto un’attrice che passa con nonchalance dai ruoli comici a quelli sentimentali.

La sua arma segreta? È una che sa emozionare. Condivide storie sentite in modo convincente e ti colpisce allo stomaco. La tecnica – e ne ha, eccome – non ne limita la naturale capacità di creare canzoni toccanti che fanno ridere, piangere, incazzare. In No Thank You, seguito dell’eccellente Sometimes I Might Be Introvert dell’anno scorso, Simz mette sul piatto altri 10 pezzi che toccano l’intera gamma delle emozioni.

Per una Gorilla con barre battagliere dove Sims, su una base di percussioni e basso messo un loop, dice che “m’hanno tagliata con una forbice diversa dallo stesso tessuto dei miei amati antenati”, c’è una Broken riflessiva, forse la canzone migliore di sempre della rapper. Sostenuta da un coro, Simz spiega che il razzismo l’affligge, le fa perdere tempo, energia, capacità d’azione. Canta che “vivere in una tragedia, vivere in uno stato di confusione e d’agonia non dovrebbe essere la norma” e ci ricorda che essere neri significa anche essere costantemente arrabbiati.

Se in No Merci Simz piazza barre caustiche (“Sono una mina umana, non un essere umano che puoi manipolare”) e accusa chi la vuole “incastrata nella matrice”, in Heart on Fire spiega su un gancio allegro che “la mia vita è una benedizione”. È il suo manifesto più emozionante, anche se il pezzo forte dell’album è Sideways, piena com’è di soul. Qui Simz si cala nei panni d’una guerriera che controlla la situazione: “Cammino illuminata dalla mia luce, la mia ombra mi protegge, non mi muovo mai di lato, faccio questa roba a modo mio”.

Grazie, Simz, per tanta audace originalità.

Tradotto da Rolling Stone US.

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